MEDIO ORIENTE IN FIAMME. Houthi colpiscono di nuovo l’aeroporto di Riad: 12 morti, centinaia di feriti

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Un violento boato, allarmi di evacuazione e il caos tra le piste: un raid missilistico attribuito ai ribelli yemeniti Houthi ha colpito al cuore l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, provocando almeno 12 morti e una cinquantina di feriti. L’ordigno, identificato come un missile da fonti diplomatiche interpellate dall’Afp, ha centrato in pieno il Terminal 3 dello scalo della capitale saudita, trasformando l’area dei gate in una scena di panico tra fumo, macerie e pavimenti macchiati di sangue.

Caos nello scalo e soccorsi d’urgenza

I soccorsi sono scattati immediatamente, con un massiccio dispiegamento di ambulanze ed elicotteri mobilitati per trasferire i feriti più gravi all’ospedale King Fahad. L’autorità per l’aviazione civile saudita ha confermato l’accaduto solo dopo diverse ore di silenzio, parlando genericamente di feriti e disponendo la temporanea sospensione di tutti i voli per verificare l’agibilità e la sicurezza delle strutture. Testimoni oculari hanno descritto momenti di puro terrore nell’area partenze: l’impatto si sarebbe verificato in corrispondenza del gate 401, innescando una fuga disordinata di passeggeri e personale mentre le cancellazioni paralizzavano il traffico aereo.

Allarme diplomatico e il cambio di rotta della Casa Bianca

La gravità dell’attacco, che segue un altro raid letale avvenuto giovedì, ha fatto scattare le contromisure delle cancellerie internazionali. La Farnesina ha diffuso un avviso urgente raccomandando ai cittadini italiani di evitare lo scalo e limitare qualsiasi spostamento non essenziale nei paraggi della struttura, allineandosi alle indicazioni già emanate da Paesi come Germania, Spagna e Canada; contestualmente, diverse sedi diplomatiche hanno vietato ai propri funzionari l’utilizzo dell’aeroporto per l’intera settimana entrante.

L’escalation riapre a sorpresa i giochi anche a Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che finora aveva frenato sull’assistenza militare diretta al principe ereditario Mohammed bin Salman per scongiurare l’apertura di un secondo fronte bellico prima delle elezioni di metà mandato, ha cambiato tono: «Prenderemo una decisione», ha dichiarato, aprendo esplicitamente all’eventualità di un intervento al fianco di Riad.

Il fattore economico e il rischio isolamento

I ripetuti lanci di droni e missili contro la capitale e le città meridionali del regno mettono a dura prova la strategia economica saudita. Come evidenziato dal Wall Street Journal, l’offensiva rischia di compromettere il traffico aereo, i viaggi d’affari e il turismo alla vigilia della stagione dei grandi eventi internazionali. A pesare è soprattutto l’incognita sulla Future Investment Initiative, la conferenza economica globale in programma a fine mese a Riad, che rischia ora di fare i conti con pesanti defezioni e timori per la sicurezza di investitori e delegazioni straniere.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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