La segretaria del Pd rivendica il proprio ruolo alla guida dell’alleanza progressista e rilancia le primarie come strumento per scegliere il candidato premier. «Hanno provato a commissariarmi e a farmi fuori, ma siamo ancora qui», afferma Elly Schlein.
La leader dem respinge l’ipotesi di un candidato moderato scelto per conquistare il centro e punta sulla costruzione di un programma condiviso entro la fine dell’anno, con salari, sanità e lavoro tra le priorità.
In caso di vittoria elettorale, i primi interventi riguarderebbero il salario minimo e il costo dell’energia. Schlein propone di accelerare sulle fonti rinnovabili, semplificando le autorizzazioni e coinvolgendo territori e comunità, mentre boccia il nucleare per tempi e costi incompatibili con le esigenze del Paese.
Netta anche la posizione sull’Ucraina: sostegno a Kyiv, anche militare, difesa del diritto internazionale e maggiore protagonismo diplomatico dell’Unione europea. L’obiettivo, sostiene Schlein, è una pace giusta che non si traduca nella resa all’aggressore.


























