“Ci siamo sforzati per costruire il miglior mondo per i nostri compatrioti, conseguendo i migliori risultati economici e sociali. La Spagna è diventata referente mondiale di pace, femminismo e prosperità. Ma dobbiamo lavorare perché il Parlamento sia dotato di una maggioranza progressista. Ho deciso di sciogliere le Camere e convocare le elezioni generali per il prossimo 29 novembre”. Lo ha detto il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez in un discorso televisivo, trasmesso lunedì alle 9.00, dopo il rigetto in parlamento delle misure presentate dal suo governo per proteggere gli inquilini. La decisione sarà formalizzata, questo pomeriggio, nella riunione del Consiglio dei ministri. Durante il suo annuncio in TV il premier ha puntato il dito contro il fronte politico avverso: “Siamo stati confrontati con la peggiore opposizione della storia della Spagna. Una opposizione senza senso dello Stato”.
La bocciatura di venerdì, come filtrato dallo stesso Governo, porta diritta alle elezioni anticipate per uscire dalla crisi. L’affossamento dei testi portati dal governo, che prevedevano in particolare la sospensione fino al 2030 degli sfratti di persone vulnerabili, misure contro i fondi cosiddetti “avvoltoio” e il rinnovo automatico dei contratti di locazione, aveva subito rilanciato gli interrogativi sulla fine della legislatura, prevista nel 2027.


























