LEGGE ELETTORALE, E’ LA SETTIMANA DECISIVA

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Quella che si apre oggi, lunedì 5 ottobre, si annuncia come una settimana cruciale per il governo Meloni. Arriva alle battute finali la riforma delle riforme: quella sulla legge elettorale. Salvo clamorose sorprese dell’ultima ora, il governo porrà la fiducia sui primi tre articoli e il voto finale è previsto per giovedì. La richiesta di votare a scrutinio segreto, col chiaro intento di solleticare i mal di pancia nella stessa maggioranza, è certa ma il centrodestra sa che è un test che non si può fallire. Un voto contrario – la premier l’ha messo in chiaro – si tradurrebbe nelle immediate dimissioni del governo.

Meloni, parlando al convegno organizzato da Gianfranco Rotondi, democristiano eletto con FdI, ha fatto un discorso che suona come un richiamo sull’attenti: “Gli italiani chiedono a chi li rappresenta di difendere l’interesse nazionale in Europa e nel mondo, di costruire uno Stato amico della famiglia, alleato di chi lavora e produce, intransigente con chi non rispetta le regole, attento ai più fragili, meritocratico. Questa è la visione che tiene unito il centrodestra e il mandato che gli italiani ci hanno affidato 4 anni fa e che onoreremo fino all’ultimo”.

Il centrodestra sembra compattamente avviato a dare il via libera al sistema con il premio di maggioranza e le preferenze (ma con i capilista bloccati). La maggioranza difende la riforma indicandola come una via per garantire governabilità e chiarezza degli schieramenti. L’opposizione accusa la coalizione di governo di aver confezionato una legge su misura. Nel mirino dei critici ci sono in particolare le norme sui capilista bloccati, la soglia del premio di maggioranza e le regole per le firme necessarie alla presentazione delle liste, ritenute un limite invalicabile per le formazioni minori.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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