Napoli, la rapina perfetta (per i banditi): quando lo Stato arriva dopo

0
Condividi
524 Visite

C’è qualcosa di profondamente stonato nel racconto della rapina avvenuta nei giorni scorsi a Napoli ai danni di una filiale del Crédit Agricole. Una storia che, letta in controluce, somiglia meno a un successo operativo e più a un copione già visto: grande dispiegamento di forze, tempistiche solenni, dichiarazioni rassicuranti — e nel frattempo i criminali svaniscono nel nulla.

La cronologia parla chiaro. L’allarme scatta intorno alle 12:30, i carabinieri arrivano rapidamente e blindano la zona. Un’ora dopo, grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco, vengono liberati i 25 ostaggi: un sollievo, certo, e un risultato importante. Poco dopo giunge anche il procuratore Nicola Gratteri, a coordinare le operazioni. Fin qui, la macchina dello Stato sembra funzionare.

Ma è nel “dopo” che il racconto si incrina.

I GIS arrivano solo nel tardo pomeriggio, intorno alle 16:45, con un’irruzione che ha tutti i crismi dell’azione spettacolare: flash-bang, bonifica, controllo degli ambienti. Peccato che dentro la banca non ci sia più nessuno. I rapinatori, infatti, se ne sono già andati da ore. Non dalla porta principale, ma da un cunicolo sotterraneo scavato con cura, collegato alla rete fognaria. Una via di fuga tanto ingegnosa quanto, a quanto pare, completamente fuori dai radar investigativi iniziali.

È qui che nasce la domanda più scomoda: possibile che nessuno abbia anche solo ipotizzato uno scenario del genere? Che un colpo così sofisticato — evidentemente preparato da tempo — non abbia fatto scattare un livello di attenzione diverso?

Sia chiaro: nessuna critica personale al procuratore Gratteri, la cui presenza testimonia attenzione e impegno. Ma il punto è sistemico. Ancora una volta si interviene con forza, ma in ritardo rispetto all’intelligenza criminale. Ancora una volta si gestisce bene l’emergenza — la liberazione degli ostaggi lo dimostra — ma si fallisce nell’anticipazione.

E così, mentre lo Stato presidia, circonda, interviene, i banditi sono già lontani. Forse sotto i nostri piedi, letteralmente, mentre sopra si allestisce un teatro operativo impeccabile ma ormai vuoto.

Le indagini proseguono, tra telecamere, auto abbandonate e ispezioni nella rete fognaria. Ma resta una sensazione difficile da ignorare: quella di un copione dove la prevenzione arriva sempre dopo, e dove l’efficienza si misura più nella gestione dell’immagine che nella capacità di impedire il colpo.

Napoli non ha bisogno di operazioni spettacolari. Ha bisogno di uno Stato che arrivi prima.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti