Prendo spunto dall’articolo “Quarto da tre settimane senza elettricità – Negozi chiusi , case buie: esplode la rabbia “sul Mattino di ieri l’altro a firma Fernando Bocchetti per ricordare ai cittadini di Marano e di Quarto , entrambi i Comuni alle pendice della Collina dei Camaldoli, un tempo non lontano costituivano un unico Comune( Marano), oggi divisi, per una colpa tutta addebitabile alla Politica spicciola che in seguito andrò ad evidenziare nei minimi particolari con l’indicazione di tre interventi mirati: una circumvallazione esterna a monte, una strada ferrata, ,la Metropolitana del Mare, un regolamento edilizio che prevedono interventi di ristrutturazione del Centro Storico con la salvaguardia degli attuali spazi liberi da riconvertire in verde attrezzato e parcheggi. Tutti questi potrebbero trasformare la città di Marano dall’attuale città dormitorio a città vivibile nel vero senso della parola, come un tempo si vantava di essere.
A seguito di una urbanizzazione selvaggia, prima il capoluogo e poi la frazione, di allora, sono diventate due città dormitorio, ieri città vivibile con tutte le caratteristiche di una comunità semi-collinare con boschi-selve e terreni coltivabili da renderla salubre; luogo attrattivo per la quiete che mostrava e ricca, quasi unica, di prodotti per la lavorazione dei cesti e produttrice di frutta ed ortaggi con un mercato fiorente che serviva gran parte della città di Napoli. Ancora oggi, per la loro collocazione, salvaguardando e curando il verde ancora disponibile, ma attualmente in uno stato di abbandono. da renderlo sempre più accessibile ai cittadini, potrebbero diventare sia Marano che Quarto , città vivibili a dimensioni umane dove la salvaguardia della natura ed il modo di porci verso essa, ci permetterebbe di fare un salto qualitativo con pochi interventi mirati, alcuni di essi di dimensioni intercomunale che dovrebbero essere oggetti di analisi e di realizzo di competenza della Città Metropolitana alla quale dobbiamo dedicare tutto il nostro interesse, compreso la possibile realizzazione a breve di un Tram Leggero. Poiché è stata lasciata quasi inalterata quella zona di selva di castagni che parte dalla zona dei Camaldoli alta, si congiunge con la selva della Salandra ed attraverso il cavone di Pietraspaccata congiunge i due lati opposti: la zona ospedaliera ( Ospedale Monaldi) con il territorio di Quarto. Se a questa aggiungiamo il rimboschimento dell’attuale discarica di Chiaiano, diventa tutt’uno che con la riconversione delle attuali cave dismesse potrebbe diventare un paesaggio unico e particolare per la sua composizione. La Circumvallazione, una strada a scorrimento veloce che partisse dalla Toscanella ( Chiaiano,) ,attraversasse l’intero territorio di Marano a monte e raggiungesse Quarto per poi proseguire fino alla Tangenziale, svincolo Moteruscello, per un verso, andrebbe ad alleggerire il traffico di Marano e dei paesi confinanti con le diverse verticali esistenti, per l’altro, andrebbe a valorizzare le frazioni collinare e le zone a verdi che se ben curate potrebbero essere un polmone di ossigeno ed un luogo di relax dell’intera e complessa area metropolitana per cui con una volontà collettiva ed un gruppo di volenterosi potrebbe assurgere a città simbolo in un contesto dove la cattiva politica l’ha fatta da padrona, afflitto da quattro scioglimenti per infiltrazione camorristiche da renderla, allo stato, ingovernabile per la miopia di una classe politica che di male in pegggio ha portato ad avere una classe dirigente non all’altezza del compito, seguito per la circostanza da commissariamenti prefettizi anch’essi inadeguati
Ai disagi strutturali dei beni primari come la luce e l’acqua con reti obsolete e da potenziare ed una rete viaria sia su terra che risale all’inizio del secolo scorso che su ferro, quella di Marano soppressa (Alifana), non è stata corrisposta un adeguato potenziamento, in alcuni casi un totale abbandono, come riportate negli articoli citati per cui vengono evidenziati tutti i limiti di una politica nazionale miope, che ha lasciato il Mezzogiorno fanalino di coda dell’intero Paese; regionale che non ha saputo potenziare intere zone periferiche come la nostra -a Nord di Napoli, con un sistema integrato su ferro, lasciando alcuni Comuni privi di una strada ferrata; che locale dove il campanilismo becere ha avuto la meglio
privilegiando l’immediato ( interventi di somma urgenza che spesso sono fonte di corruzione) ad una politica di largo respiro. La divisione di Quarto è emblematica! Con le prime elezioni amministrative del dopoguerra, Marano è stato l’unico paese della provincia di Napoli ad eleggere un Sindaco comunista, gli abitanti della frazione di Quarto, nella maggioranza braccianti agricoli , avevano votato in modo schiacciante il Sindaco Orlando per cui si doveva provvedere a sopprimere questo obbrobrio, secondo la cultura dominante che faceva capo al Notaio Amedeo Sica che era subentrato alla Camera dei Deputati. All’obbrobrio considerato da questi si è provveduto con un obbrobrio al cubo: viene promosso un referendum pilotato per la divisione e con tutti i mezzi disponibili si raggiunge l’obiettivo. Quarto si divide da MARANO., riportando deficienze come quelle di cittadini maranesi abitanti nella parte a valle della collina, a pochi passi del Centro storico di Quarto ed a diversi chilometri da Marano; l’errore di divisione dei confini dell’epoca è difficilmente sanabile. Conosco molto bene il luogo e l’annosa questione, un tempo collegato a Marano dalla antica via Pendine scavata nel tufo dai Romani che potrebbe essere rivalutata come un Cimelio unitamente alla mulattiera via dei Volsci , che da Napoli raggiungeva l’antica Cuma con una stazione di sosta presso l’attuale chiesetta di Santa Maria di Pietraspaccata per cui un’ipotesi da me suggerita andrebbe oltre ad alleggerire il disagio di un obbrobrio inspiegabile voluto dal potentato dell’epoca, andrebbe ad riavvicinare due comunità un tempo unica. Se, purtuttavia, a tutto questo aggiungiamo che la politica miope c ancora oggi con le appartenenze delle Unione dei Comuni previste dalla Città Metropolitana, attualmente la i città di Marano fa parte della zona nord e Quarto della zona flegrea-giuglianese , sicuramente per un disinteresse forzato dovuto a non aver mai partecipato all’elezione di secondo livello dei rappresentanti della Città Metropolitana per i quattro scioglimenti continui dei Consigli comunali per infiltrazione camorristiche, impone, oggi più di ieri,che i cittadini di Marano, sia essi indigeni che immigrati e la comunità tutta si renda protagonista di una svolta radicale che non può che partire dalla Società Civile. Segnali positivi si sono avuti, sia nel Sociale che nelle Istituzioni del comprensorio, ultimo è la convenzione della Città di Giugliano al consorzio dei Consumi per la continuazione del Giudice di Pace a Marano, Conoscendo personalmente la maggioranza degli Amministratori , non avevo nessun dubbio che quel campanilismo becero che aveva caratterizzato per secoli la lotta per chi doveva possedere la sede prima Pretorile, poi del Tribunale ed infine del Giudice di Pace volgesse al termine perché altri obbiettivi comuni ci attendono, non ultimo la realizzazione di un progetto di sviluppo socio-economico, occupazionale dell’intera area della Città Metropolitana ed in particolare la zona a Nord di Napoli.
Il cambiamento richiede scelte coraggiose, sono certo che Marano saprà adottarle.
Franco De Magistris
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