L’esame della documentazione acquisita dalla Commissione d’accesso presso il Comune di Marano di Napoli ha fatto emergere un quadro caratterizzato da profonde criticità nella gestione documentale, nella circolazione delle informazioni tra i diversi settori dell’Ente e, soprattutto, nelle procedure di verifica delle eventuali cause di incompatibilità dei Consiglieri comunali e degli Assessori.
La vicenda si sviluppa lungo tre piani distinti ma strettamente collegati: da un lato, le difficoltà incontrate dalla Commissione nell’acquisizione e nella ricostruzione degli atti; dall’altro, le anomalie riscontrate nelle verifiche sulle posizioni debitorie degli amministratori; infine, gli accertamenti successivamente condotti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, che hanno portato all’emissione di avvisi di garanzia nei confronti di alcuni degli amministratori coinvolti.
È necessario, tuttavia, mantenere distinti questi tre livelli: le risultanze dell’attività ispettiva amministrativa non equivalgono a un accertamento di responsabilità penale, così come la ricezione di un avviso di garanzia costituisce un atto inserito in un procedimento investigativo e non una dichiarazione di colpevolezza.
L’accesso della Commissione e la disorganizzazione documentale
Fin dalle prime fasi dell’attività di accesso, la Commissione avrebbe incontrato notevoli difficoltà nella ricostruzione dell’attività amministrativa dell’Ente.
La documentazione trasmessa dal Comune sarebbe risultata, in più occasioni, incompleta, frammentaria o priva di elementi essenziali. Tra le criticità rilevate vengono indicate l’incompletezza di alcuni fascicoli, la scomposizione della documentazione contabile e l’esistenza di sistemi informativi non sempre caratterizzati da flussi pienamente certificati.
Tali condizioni avrebbero reso particolarmente complesso lo svolgimento delle verifiche nei tempi assegnati, costringendo la Commissione a richiedere ripetutamente integrazioni documentali.
Nel corso dei tre mesi di esercizio dei poteri di accesso e accertamento, le richieste avrebbero prodotto sette distinte acquisizioni di atti e documenti, l’ultima delle quali sarebbe stata perfezionata dal Comune quando mancavano appena sei giorni alla scadenza del termine concesso alla Commissione per la conclusione dei propri lavori.
Una circostanza che, oltre a incidere sull’organizzazione del lavoro dei componenti, avrebbe inevitabilmente ristretto i tempi disponibili per l’analisi e la verifica incrociata della documentazione.
La carenza documentale assume particolare rilievo perché una Commissione d’accesso non può limitarsi a prendere atto delle informazioni fornite dall’Ente, ma deve poter ricostruire attraverso documenti completi e verificabili i procedimenti amministrativi oggetto di esame.
Il nodo delle incompatibilità
È proprio nell’ambito di questa attività che emerge uno dei capitoli più delicati: la verifica delle eventuali cause di incompatibilità derivanti da debiti liquidi ed esigibili nei confronti del Comune.
Secondo la ricostruzione contenuta nella documentazione esaminata, nel luglio 2023 alcuni Consiglieri e Assessori avrebbero presentato dichiarazioni sostitutive nelle quali attestavano l’assenza di cause di incompatibilità previste dal D.Lgs. n. 267/2000, dichiarando, tra l’altro, di non avere debiti liquidi ed esigibili per imposte, tasse e tributi nei confronti del Comune e di non essere stati legalmente messi in mora nei casi previsti dalla normativa.
Le successive verifiche avrebbero invece evidenziato, per alcuni amministratori, posizioni debitorie relative a IMU, TASI, TARI, servizio idrico e sanzioni per violazioni del Codice della strada.
È questo il punto sul quale l’attività della Commissione assume particolare rilievo: verificare se le posizioni debitorie esistessero già al momento delle dichiarazioni, se fossero state correttamente dichiarate e, soprattutto, se gli uffici comunali avessero effettuato controlli adeguati prima della convalida degli eletti.
Le verifiche del luglio 2023
La cronologia degli atti consente di comprendere meglio la vicenda.
Dopo le elezioni amministrative del maggio 2023, con il verbale del Seggio Centrale del 7 giugno 2023 venivano proclamati il Sindaco e i Consiglieri comunali. Prima della convalida, gli eletti presentavano le dichiarazioni relative all’assenza delle cause di ineleggibilità, incompatibilità, incandidabilità e inconferibilità.
Le dichiarazioni venivano quindi assegnate ai diversi Responsabili di settore attraverso il protocollo informatico dell’Ente per gli accertamenti di competenza.
Con deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 18 luglio 2023 veniva approvata la convalida degli eletti.
Il Settore Tributi, con nota prot. n. 0024697 del 19 luglio 2023, comunicava la regolarità delle posizioni di numerosi consiglieri, tra cui Luigi Baiano, Barbara Schiattarella, Teresa Giaccio, Stefania Fanelli, Luigi Savanelli, Michele Izzo, Salvatore De Stefano, Francesco Santoro, Nunzio Rusciano, Luigi Cecere, Luigi Di Marino, Antonio Chianese, Vincenzo Lepre, Gaetano Mosella, Elena Aprea, Domenico Paragliola, Davide Di Luccio, Mariateresa De Biase, Alessio Marra e Mario De Magistris.
Con la successiva nota prot. n. 24701 del 19 luglio 2023, invece, lo stesso settore segnalava l’esistenza di debiti a carico dei consiglieri Teresa Aria, Vincenzo Battilomo, Domenico Catuogno e Luisa De Magistris.
Il Segretario Generale chiedeva quindi ulteriori chiarimenti, precisando che dovevano essere individuati esclusivamente i debiti aventi i requisiti di liquidità ed esigibilità richiesti dalla normativa.
Il 21 luglio 2023, con nota prot. n. 24961, il Segretario Generale tornava a sollecitare tutti i Responsabili di settore affinché procedessero alla verifica delle autocertificazioni già assegnate.
Il Settore Tributi rispondeva quindi, con nota prot. n. 0025254 del 25 luglio 2023, fornendo ulteriori elementi sulle posizioni debitorie.
È proprio questo passaggio a rappresentare uno dei nodi principali della vicenda: se le informazioni sulle posizioni debitorie erano già state acquisite nell’estate del 2023, occorre comprendere perché esse non abbiano prodotto tempestivamente le conseguenze previste dalla procedura di verifica delle incompatibilità.
Le successive regolarizzazioni
Nei mesi successivi, il Settore Tributi comunicava l’avvenuto soddisfacimento delle posizioni debitorie di alcuni consiglieri:
- Teresa Aria, con nota prot. n. 0026332 del 4 agosto 2023;
- Domenico Catuogno, con nota prot. n. 29725 del 6 settembre 2023;
- Luisa De Magistris, con nota prot. n. 34027 del 28 settembre 2023;
- Vincenzo Battilomo, con nota prot. n. 36485 del 13 ottobre 2023.
Anche la tempistica di queste regolarizzazioni è stata oggetto di attenzione nell’attività istruttoria.
Secondo quanto ricostruito, gli interessati non avrebbero ricevuto, prima delle rispettive regolarizzazioni, una specifica intimazione al pagamento proveniente dal settore competente. La rapidità con cui alcune posizioni sarebbero state successivamente definite rappresenta pertanto un elemento cronologico che la Commissione ha ritenuto meritevole di approfondimento.
Non si tratta, naturalmente, di una prova automatica dell’esistenza di un collegamento tra le verifiche interne e i successivi pagamenti. La questione riguarda piuttosto la necessità di ricostruire quali informazioni fossero nella disponibilità dei diversi soggetti e attraverso quali canali tali informazioni siano state eventualmente trasmesse.
Le risposte incomplete degli uffici
La ricostruzione dell’attività amministrativa evidenzia inoltre una serie di risposte tardive o parziali da parte dei diversi settori.
Il Settore Ragioneria, con nota prot. n. 0039462 del 3 novembre 2023, comunicava di non aver rilevato situazioni di incompatibilità di propria competenza, segnalando tuttavia l’esistenza di fatture relative al servizio idrico e rinviando al Settore Tributi per gli approfondimenti.
Il Segretario Generale assegnava la questione al Responsabile del Settore Tributi, il quale riferiva di avere già effettuato gli accertamenti necessari. Secondo la ricostruzione istruttoria, tuttavia, non sarebbe pervenuto al Segretario un approfondimento tale da consentirgli di verificare compiutamente l’effettivo pagamento del servizio idrico da parte degli amministratori.
Anche il Settore Contabilità forniva riscontro con nota prot. n. 38380 del 24 ottobre 2023, mentre il Settore Affari Generali e Demografici, con nota prot. n. 0039518 del 3 novembre 2023, dichiarava di non aver rilevato situazioni di incompatibilità.
Il Settore Urbanistica, con nota prot. n. 0034255 del 29 settembre 2023, segnalava invece una situazione riguardante due consiglieri, Vincenzo Battilomo e Mario De Magistris. Il Segretario Generale chiedeva attraverso il sistema gestionale di essere immediatamente aggiornato sugli sviluppi e di accelerare la definizione delle pratiche.
Il quadro che ne emerge è quello di una verifica affidata a una pluralità di uffici, ma non sempre accompagnata da un efficace coordinamento e da un flusso informativo completo.
Il 2025 e la riapertura delle verifiche
La questione torna prepotentemente all’attenzione dell’Amministrazione nell’aprile 2025, in coincidenza con l’attività della Commissione d’accesso e con la diffusione di notizie relative a possibili situazioni di incompatibilità.
Il 14 aprile 2025 la Commissione avanzava una richiesta di acquisizione documentale riguardante le autodichiarazioni relative all’assenza di cause di incandidabilità, incompatibilità e inconferibilità e le situazioni debitorie dei consiglieri Teresa Aria, Luigi Di Marino, Stefania Fanelli, Domenico Paragliola, Nunzio Rusciano e Francesco Santoro.
Pochi giorni dopo, il 22 aprile 2025, il quotidiano online TerraNostraNews pubblicava un articolo nel quale veniva riportata una dichiarazione del consigliere di minoranza Salvatore De Stefano, relativa a segnalazioni sulla possibile presenza, sia nella maggioranza sia nell’opposizione, di consiglieri non in regola con il pagamento dei tributi comunali.
È un passaggio particolarmente significativo anche alla luce dell’audizione della Segretaria Generale, dott.ssa Giovanna Imparato, dinanzi alla Commissione d’accesso.
Dalla sua audizione emerge, secondo quanto riportato negli atti, che la notizia apparsa sulla stampa, Terranostrnews, indussero la Segretaria Generale a disporre ulteriori e più approfondite verifiche, proprio perché ritenne che i precedenti controlli effettuati dagli uffici non avessero fornito un quadro sufficientemente completo.
Il riferimento all’articolo di stampa assume quindi un significato preciso: non sarebbe stato un semplice elemento esterno alla macchina amministrativa, ma uno degli elementi che avrebbero spinto il Segretario Generale a riaprire o intensificare verifiche che, secondo la sua stessa ricostruzione, non erano state adeguatamente completate in precedenza.
Le nuove verifiche del 28 e 29 aprile 2025
Il 28 aprile 2025, il Segretario Generale chiedeva con nota prot. n. 15873 al Settore Tributi di procedere con urgenza alla verifica dell’eventuale esistenza di debiti liquidi ed esigibili tali da determinare situazioni di incompatibilità.
Lo stesso giorno il consigliere De Stefano presentava, con nota prot. n. 15778, una richiesta di accesso agli atti relativa alle autocertificazioni dei consiglieri.
Le verifiche del Settore Tributi avrebbero quindi fatto emergere nuove posizioni debitorie.
Con le note prot. nn. 15873, 15877, 15938 e 16066, il settore segnalava debiti certi, liquidi ed esigibili relativi a tributi e canoni idrici riferibili a:
- Luigi Carandente, Assessore e Vicesindaco;
- Michele Izzo;
- Salvatore De Stefano;
- Domenico Catuogno;
- Domenico Paragliola;
- Luisa De Magistris;
- Teresa Aria;
- Vincenzo Battilomo.
Le verifiche avrebbero riguardato anche le banche dati dell’ADER, dove alcune posizioni risultavano già sanate, il servizio idrico e le informazioni fornite dal concessionario RTI Municipia/AS per IMU, TASI e TARI.
Da tali controlli sarebbero emerse, tra l’altro, quattro posizioni debitorie relative all’IMU e due relative alla TARI, oltre alle posizioni riferite al servizio idrico.
Le verifiche della Polizia Municipale
Un ulteriore capitolo riguarda le violazioni al Codice della strada.
Con nota prot. n. 16424 del 30 aprile 2025, il Responsabile del Settore Polizia Municipale comunicava l’esistenza di debiti per violazioni al Codice della strada riferibili a:
- Carlo Albanese, Assessore;
- Carmela Bocchetti, Assessore;
- Luigi Baiano;
- Barbara Schiattarella;
- Stefania Fanelli;
- Salvatore De Stefano;
- Francesco Santoro;
- Nunzio Rusciano;
- Domenico Paragliola;
- Davide Di Luccio.
Particolarmente rilevante risultava la posizione dell’Assessore Carlo Albanese e dei consiglieri Stefania Fanelli, Salvatore De Stefano e Domenico Paragliola, per i quali gli atti di messa in mora sarebbero stati notificati prima delle dichiarazioni di assenza di cause di incompatibilità, senza che tali debiti risultassero indicati nelle dichiarazioni.
Le posizioni tributarie anteriori alle autodichiarazioni
Analoga criticità emergeva per i consiglieri Salvatore De Stefano, Domenico Paragliola, Domenico Catuogno, Luisa De Magistris, Teresa Aria e Vincenzo Battilomo.
Per questi sei amministratori, gli atti di messa in mora relativi ai debiti tributari risultavano notificati prima della dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità e, secondo la documentazione esaminata, le relative posizioni non risultavano indicate nelle autodichiarazioni.
Diverso il caso del vicesindaco Luigi Carandente, per il quale veniva richiamato un accertamento IMU relativo al 2018, notificato soltanto il 4 dicembre 2023. Una circostanza che deve essere tenuta distinta, sul piano cronologico, dalle posizioni nelle quali la messa in mora risultava antecedente alla dichiarazione.
Le autodichiarazioni prive di data
A questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento documentale: le autodichiarazioni rese dai consiglieri Luigi Baiano, Francesco Santoro e Alessio Marra risultano prive della data, essendo stato lasciato in bianco il relativo campo.
L’assenza della data assume rilievo soprattutto perché impedisce di collocare immediatamente l’atto nel tempo e di confrontarlo con le date degli accertamenti, delle notifiche e degli eventuali pagamenti.
Anche questo aspetto, pertanto, si inserisce nella più ampia esigenza di ricostruire con precisione quale fosse la situazione dei singoli amministratori nel momento in cui venivano rese le dichiarazioni.
Il ruolo della Segretaria Generale
A fronte delle nuove risultanze, il Segretario Generale disponeva ulteriori verifiche.
Con nota prot. n. 15904 del 28 aprile 2025 veniva impartito un ordine di servizio ai Responsabili dei diversi settori affinché verificassero l’assenza di cause di incompatibilità non soltanto alla data della nuova verifica, ma anche alla data di sottoscrizione delle precedenti autocertificazioni.
Il 29 aprile, con nota prot. n. 16087, seguiva un ulteriore sollecito.
Il 30 aprile, con nota prot. n. 16441, gli esiti venivano trasmessi al Settore Affari Generali affinché procedesse agli adempimenti necessari per le eventuali contestazioni di incompatibilità ai sensi dell’art. 69 del D.Lgs. n. 267/2000.
Parallelamente, la Segretaria Generale trasmetteva alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord le risultanze ritenute meritevoli di valutazione sotto il profilo penale.
È questo il passaggio che segna la distinzione tra l’attività amministrativa della Commissione e il successivo sviluppo giudiziario.
Dalla verifica amministrativa all’indagine della Procura di Napoli Nord
Le anomalie riscontrate nell’ambito delle verifiche amministrative sono quindi confluite anche nell’attività della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.
L’indagine penale ha successivamente portato all’emissione di avvisi di garanzia nei confronti di Barbara Schiattarella, Stefania Fanelli, Luigi Baiano, Carlo Albanese, Davide Di Luccio, Domenico Paragliola, Nunzio Rusciano, Francesco Santoro, Salvatore De Stefano e Carmela Bocchetti.
Il dato deve essere rappresentato con particolare attenzione: l’avviso di garanzia non costituisce una sentenza né equivale a un accertamento definitivo di responsabilità, ma indica che la Procura ha ritenuto necessario procedere nei confronti degli interessati nell’ambito dell’indagine.
La sua rilevanza, nel contesto della vicenda, consiste tuttavia nel fatto che le criticità emerse sul piano amministrativo hanno assunto una dimensione investigativa distinta, rimessa all’autorità giudiziaria.
Due livelli di responsabilità da non confondere
È quindi fondamentale distinguere il lavoro della Commissione d’accesso dall’attività della Procura di Napoli Nord.
La Commissione ha esaminato il funzionamento dell’Ente, la completezza della documentazione, le procedure interne, i flussi informativi, le modalità di verifica delle posizioni degli amministratori e le eventuali criticità nell’esercizio dell’azione amministrativa.
La Procura, invece, è chiamata a valutare eventuali profili di rilevanza penale e la posizione delle singole persone coinvolte nell’indagine.
Le due attività possono naturalmente incontrarsi sul piano documentale, ma perseguono finalità differenti e non possono essere sovrapposte.
Il problema che rimane: perché i controlli del 2023 non bastarono?
È probabilmente questo il principale interrogativo che emerge dalla ricostruzione complessiva.
Nel luglio 2023 il Comune aveva già avviato formalmente le verifiche sulle autodichiarazioni degli eletti. Il Settore Tributi aveva segnalato alcune posizioni debitorie e, il 25 luglio, aveva fornito ulteriori informazioni.
Eppure, quasi due anni dopo, nell’aprile 2025, ulteriori verifiche avrebbero fatto emergere nuove posizioni e portato la Segretaria Generale a disporre un nuovo controllo complessivo.
Ed è proprio qui che assume particolare valore quanto dichiarato dalla stessa Segretaria Generale alla Commissione d’accesso: la pubblicazione dell’articolo di TerraNostraNews e le iniziative del consigliere De Stefano avrebbero costituito lo stimolo per ulteriori accertamenti, anche alla luce della valutazione che i precedenti controlli degli uffici non fossero stati sufficientemente accurati.
Non è quindi soltanto la presenza di eventuali debiti a rappresentare il nodo della vicenda. È soprattutto la capacità dell’Amministrazione di conoscerli, verificarli, comunicarli e utilizzarli tempestivamente ai fini delle procedure di incompatibilità.
Le anomalie che emergono dal quadro complessivo
Alla luce della documentazione esaminata, le principali criticità possono essere ricondotte a più livelli:
- documentazione amministrativa incompleta e frammentaria;
- sette successive acquisizioni documentali richieste dalla Commissione nel periodo dell’accesso;
- trasmissione dell’ultima integrazione a soli sei giorni dalla scadenza dei termini;
- difficoltà di coordinamento tra i diversi settori comunali;
- verifiche tributarie effettuate nel 2023 che non sembrano aver prodotto tempestivamente tutti gli effetti conseguenti;
- successive regolarizzazioni di alcune posizioni debitorie;
- criticità nella verifica dei canoni idrici;
- nuove posizioni emerse nel 2025 attraverso controlli su ADER, servizio idrico, IMU e TARI;
- debiti per violazioni al Codice della strada emersi dalle verifiche della Polizia Municipale;
- posizioni debitorie già oggetto di messa in mora prima delle dichiarazioni di assenza di incompatibilità;
- autodichiarazioni di Baiano, Santoro e Marra prive di data;
- necessità di ulteriori verifiche sollecitate dalla Segretaria Generale nel 2025;
- trasmissione degli esiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.
Il dato più significativo, dunque, non è rappresentato da una singola anomalia, ma dalla sovrapposizione di più criticità amministrative e documentali.
Una vicenda che ora dovrà essere chiarita nelle sedi competenti
La ricostruzione della vicenda restituisce l’immagine di un sistema nel quale la verifica delle condizioni degli amministratori avrebbe incontrato ostacoli significativi, tanto sul piano documentale quanto su quello organizzativo.
La Commissione d’accesso ha dovuto ricostruire informazioni attraverso reiterate richieste di documentazione; la Segretaria Generale, a seguito anche delle notizie apparse sulla stampa e delle iniziative consiliari, ha ritenuto necessario riattivare e approfondire i controlli; gli uffici hanno quindi prodotto nuove risultanze sulle posizioni tributarie, idriche e relative alle violazioni del Codice della strada; infine, gli elementi ritenuti potenzialmente rilevanti sono stati trasmessi alla Procura di Napoli Nord.
Da qui il passaggio all’indagine penale e agli avvisi di garanzia notificati a dieci tra consiglieri e assessori.
Sarà ora l’autorità giudiziaria a stabilire se e quali condotte abbiano effettivamente rilevanza penale. Sul piano amministrativo, resta invece il tema della tenuta dei sistemi di controllo interno, della tempestività delle verifiche e della capacità dell’Ente di garantire che le dichiarazioni rese dagli amministratori siano sottoposte a controlli effettivi e documentabili.
Perché il punto centrale della vicenda non è soltanto stabilire chi avesse un debito, ma ricostruire con precisione quando quel debito esisteva, quando era stato accertato, quando era stato notificato, quando era conosciuto dagli uffici, quando era conosciuto dagli interessati e perché, nonostante le verifiche avviate già nel 2023, una parte rilevante delle anomalie sia riemersa soltanto nel 2025, anche a seguito dell’attività della Commissione d’accesso e delle notizie pubblicate dalla stampa.























