
Alla base della decisione ci sono, spiega il ministero dell’Interno, «elevati profili di rischio per la sicurezza interna». A questi si aggiunge il possibile pericolo di «infiltrazioni terroristiche», considerato uno degli elementi che continuano a richiedere un rafforzamento delle attività di controllo.
Non si tratta, dunque, della chiusura delle frontiere né di un blocco generalizzato degli spostamenti tra Italia e Spagna. I controlli riguardano i collegamenti aerei e marittimi e vengono mantenuti come misura temporanea di sicurezza. L’obiettivo è consentire alle autorità italiane di effettuare verifiche più approfondite sui flussi in ingresso e di monitorare eventuali situazioni considerate a rischio.
La decisione viene formalmente comunicata alle istituzioni europee proprio perché, nell’area Schengen, la libera circolazione rappresenta la regola e la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne costituisce un’eccezione legata a specifiche esigenze di sicurezza.





















