Crisi energetica, Valditara stronca (e fa benissimo) la didattica a distanza

0
Condividi
270 Visite

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara esclude il ritorno alla didattica a distanza: «La Dad non è contemplata in alcun modo». La smentita arriva dopo le ipotesi circolate nelle ultime ore in relazione alla crisi energetica legata al conflitto in Iran.

Dunque, Valditara boccia la Dad e respinge l’ipotesi relegandola al periodo ipotetico dell’impossibilità: «Non è contemplata». Il governo non cede al ricatto della crisi energetica, anzi ventilato il bluff, rilancia. Insomma, il messaggio del titolare del dicastero di Viale Trastevere è netto e inequivocabile: nessun ritorno al passato, nessuna chiusura mascherata da “risparmio”.

E, soprattutto, nessuna intenzione di sacrificare ancora una volta il diritto all’istruzione sull’altare dell’emergenza. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interviene con chiarezza cristallina per spegnere sul nascere le indiscrezioni che vorrebbero un ritorno della Didattica a Distanza (Dad) come misura di contrasto alla crisi energetica innescata dalle tensioni belliche in Iran.

Crisi energetica e scuola, Valditara assicura: «La Dad non è contemplata in alcun modo»

«La Dad non è contemplata in alcun modo», asserisce e conferma all’Adnkronos Valditara sull’eventualità di un ritorno alla didattica a distanza in seguito alla crisi energetica – e agli sos lanciati dai nostalgici del lockdown – legata alle conseguenze della guerra in Iran. Insomma, il ministro è stato perentorio. Poche parole che suonano come una blindatura delle aule scolastiche, ponendo fine a un tam-tam mediatico che nelle ultime ore aveva generato sul nascere apprensione tra famiglie e docenti. Ma al cospetto di uno spettro rievocato ad hoc, il messaggio del governo è chiaro: la scuola resta al centro. E non diventerà il “bancomat” del risparmio energetico nazionale.

Dad, il no fermo di Valditara: l’allarme (rientrato) del sindacato

Valditara, dunque, è partito proprio dalla smentita delle voci che da qualche ora si stavano insistentemente rincorrendo. Rumors su un possibile ritorno alle lezioni da remoto alimentate in particolare – come riporta la stessa Adnkronos – dalle dichiarazioni di Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (il sindacato di categoria della scuola). Pacifico infatti aveva ipotizzato l’adozione della Dad come misura consequenziale a un eventuale smart working di massa nel settore pubblico, necessario per frenare un’inflazione galoppante e razionalizzare le risorse (luce, gas e petrolio) in caso di escalation del conflitto in Medio Oriente.

Secondo Pacifico peraltro, «non si tratterebbe di un’iniziativa isolata dell’Italia, considerando che già la riduzione dei giorni di lavoro viene adottata in diversi altri paesi del mondo». «La scuola, a ogni modo, dovrà essere l’ultima a chiudere – ha avvertito il leader di Anief – ma se la guerra continua potrebbe essere colpita dall’attuale crisi».

Crisi energetica vs Dad: la linea della fermezza di governo e ministro dell’Istruzione

Ma ala risposta del governo, arrivata con le affermazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, è stata tranchant. Nonostante il quadro internazionale complesso e le ripercussioni sul costo dei carburanti, la linea del dicastero di Viale Trastevere non cambia. Per l’esecutivo, la scuola è una comunità presenziale insostituibile. Se in altri Paesi si valuta la riduzione dei giorni lavorativi, il ministero guidato da Valditara sceglie di tutelare la continuità didattica in presenza, rigettando modelli che, durante la pandemia, hanno già mostrato limiti pedagogici e sociali profondi. E quindi: la scuola non chiude. È la porta alla Dad che resta sbarrata.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti