El Koudri tenta il suicidio in carcere: l’attentatore-terrorista di Modena ha ingerito i farmaci del compagno di cella

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Secondo quanto si apprende da ambienti penitenziari e dal suo avvocato, Fausto Gianelli, l’uomo avrebbe ingerito tutti i medicinali appartenenti al compagno di cella, cardiopatico.

«È un tentativo di suicidio o comunque di autolesionismo», ha dichiarato il legale all’agenzia AGI.

Dopo l’assunzione dei farmaci, El Koudri avrebbe accusato un malore e sarebbe stato trasferito in ospedale in stato di incoscienza. Una volta arrivato nel nosocomio modenese avrebbe ripreso conoscenza. Non sarebbe in pericolo di vita e viene trattenuto per accertamenti.

Era nella sezione per i detenuti a rischio suicidario
El Koudri era stato collocato nella sezione “I Care” del carcere, situata nei pressi dell’infermeria e destinata proprio ai detenuti considerati a rischio suicidario.

Il gesto è avvenuto dopo l’incidente probatorio di venerdì 2 ottobre, nel corso del quale erano state illustrate le conclusioni della perizia sulle sue condizioni psichiche e sulla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’udienza di venerdì 2 ottobre
Venerdì 2 ottobre, davanti alla gip del tribunale di Modena, i periti Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori avevano illustrato per circa tre ore le conclusioni della loro valutazione clinica.

L’accertamento disposto dalla gip era finalizzato a verificare due aspetti: le condizioni psichiche di El Koudri al momento dell’investimento del 16 maggio e la sua attuale capacità di partecipare coscientemente al processo.

Secondo i periti, il 31enne era capace di intendere e di volere quando, alla guida di una Citroen C3, travolse alcuni pedoni nel centro di Modena. È stato inoltre ritenuto in grado di sostenere il processo.

La perizia: «Comprendeva il significato delle proprie azioni»
Per gli esperti, al momento dell’investimento El Koudri era in grado di «comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi».

Secondo le conclusioni della perizia, non vi sarebbe un rapporto tra la sintomatologia psichica dell’indagato e la condotta tenuta quel giorno tale da comprometterne la capacità di intendere e di volere.

Nella valutazione viene indicata una «fragilità narcisistica», associata a un’elaborazione dell’azione e alla presenza di sentimenti di odio, rabbia e rivalsa. Elementi che, secondo gli specialisti, non avrebbero però compromesso la comprensione della realtà né la capacità di autodeterminarsi.

I problemi psichici di El Koudri erano già emersi in occasione di precedenti accessi al Centro di salute mentale, ma la sintomatologia, secondo i periti, non avrebbe raggiunto un livello tale da alterare le sue capacità al momento dell’investimento.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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