In questi giorni Napoli Nord è travolta da una doppia emergenza: mancano acqua ed elettricità in interi quartieri. Da Marano a Giugliano, fino alla fascia costiera, i disagi colpiscono migliaia di famiglie, costrette a vivere senza i servizi essenziali.
In molte aree residenziali, le piscine private dei parchi continuano a riempirsi mentre i rubinetti dei cittadini restano a secco. L’acqua viene dirottata verso strutture di lusso, sottratta a chi ne ha bisogno per vivere. Nei campi, intanto, pescheti e terreni coltivati assorbono enormi quantità d’acqua, tra concessioni discutibili e veri e propri furti dalla rete pubblica.
Anche l’energia elettrica è al limite. I blackout si ripetono ogni giorno in comuni come Melito, Mugnano, Calvizzano, Marano, Quarto, ma anche in diverse zone del Casertano. Le ondate di caldo di questi giorni spingono migliaia di famiglie ad accendere condizionatori e ventilatori, ma la rete elettrica, vecchia e malmessa, non è in grado di reggere i carichi.
Napoli Nord sembra essere tornata indietro di quarant’anni. A pagarne il prezzo sono i cittadini, in un territorio cresciuto troppo in fretta e male, dove si è costruito ovunque senza mai pensare ai servizi. Le conseguenze oggi sono sotto gli occhi di tutti: acqua razionata, blackout continui, infrastrutture al collasso.
Serve un cambio di rotta, immediato e concreto. Perché vivere con dignità, nel 2025, dovrebbe essere il minimo.
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