Le presidenze delle commissioni regionali diventano il principale terreno di scontro della nascente giunta Fico e paralizzano l’attività del Consiglio. Il presidente dell’assemblea, Massimiliano Manfredi, prova a ricucire e mediare, ma il “campo largo” è attraversato da una corsa feroce alle nomine.
La spartizione formale delle otto commissioni permanenti è stata definita: tre al Pd, una ciascuna a M5s, Lista Fico, Socialisti, A Testa Alta e Casa Riformista. Restano esclusi Avs e mastelliani. Il vero nodo, però, è quali commissioni assegnare a chi.
Il Pd e l’area deluchiana puntano a fare incetta di presidenze, ma la Lista Fico rivendica con forza la commissione Trasporti per Nino Simeone. Su questo fronte scatta l’altolà dei deluchiani: Luca Cascone, per dieci anni uomo chiave di Vincenzo De Luca, vorrebbe restare dov’è o, in alternativa, indicare Gennaro Oliviero, ex presidente del Consiglio regionale. Oliviero, dal canto suo, accetterebbe Attività produttive, ma quella casella è ambita anche dai Socialisti, che spingono su Giovanni Mensorio.
Tensioni anche dentro “A Testa Alta”: tra Oliviero, Cascone e Gianni Porcelli uno resterà senza commissione o senza ruolo di capogruppo.
Scontro aperto anche sul Bilancio, dove due esponenti Pd, Franco Picarone e Corrado Matera, si contendono la presidenza. E il Movimento 5 Stelle? Il partito del governatore Fico punta deciso sulla commissione Sanità, la stessa richiesta dalla dem Bruna Fiola e inizialmente promessa a Casa Riformista. Una promessa oggi in bilico, anche alla luce delle vicende giudiziarie che coinvolgono l’uscente Enzo Alaia, indagato per presunte irregolarità in concorsi banditi dall’Asl di Salerno.
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