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Un nuovo studio scientifico ha rivelato che il riscaldamento e la pressurizzazione dell’acqua a profondità comprese tra 2.7 e 4.0 chilometri sono i fattori diretti alla base della crisi bradisismica attualmente in corso ai Campi Flegrei. Questi processi sono alimentati dal degassamento del magma sottostante, come dimostrato da un’approfondita analisi dei gas rilasciati nell’area della Solfatara.
La ricerca è frutto di una collaborazione pluriennale tra l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (sedi di Napoli e Pisa), e la società Steam srl, specializzata in tecnologie geotermiche.
I risultati forniscono nuove evidenze sul legame tra attività magmatica profonda e deformazioni del suolo, migliorando la comprensione del fenomeno del bradisismo e contribuendo al monitoraggio e alla gestione del rischio vulcanico nell’area flegrea.

