Selvaggia Lucarelli? La bidella, i tassisti, la ristoratrice, il ragazzo mutilato: tutti i suoi bersagli

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© Virginia Farneti/Lapresse 16-04-2008 Roma Spettacolo Presentazione Trasmissione Rai2 "Pirati Nella foto Selvaggia Lucarelli ©Virginia Farneti/Lapresse 16-04-2008 Rome Entertainment Presentation of the tv show "Pirati" In the photo Selvaggia Lucarelli
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Ergersi a Sacerdotessa del Giusto ha delle conseguenze. Inevitabili, se l’aula del tribunale posticcio dove si marca il confine tra bene e male- considerati Instagram, Facebook e Twitter nel complesso – raccoglie più di 4 milioni di persone. Una potenza di fuoco da maneggiare con cautela contro chi non ha la corazza di Chiara Ferragni, per esempio. Si parla di Selvaggia Lucarelli e della morte di Giovanna Pedretti, un probabile suicidio altrettanto probabilmente dovuto alla “gogna social” che si è scatenata contro la ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano. La sua colpa? Aver (sempre probabilmente) artefatto una recensione della sua pizzeria su Google.

La vicenda è nota, ma resta da riflettere sulle conseguenze derivanti dall’ergersi a Sacerdotessa del Giusto: in questo caso – con una colpa, se tale è, oggettiva ma relativa – potrebbero essersi rivelate devastanti. Lei, certo, si difende. E su X scrive: «Nessuno si pone mai il problema a monte e cioè che scrivere cose non vere può essere pericoloso, poi accade una tragedia (in cui nessuno ovviamente pensa che contino anche il contesto, la vita, i pregressi) ed è colpa di chi ristabilisce la verità. In pratica, siamo arrivati al punto che dare una notizia non è più una responsabilità. Correggerla sì». Ma resta da riflettere sulle conseguenze, perché quello di Selvaggia Lucarelli è un metodo.

Nei primi giorni di gennaio toccò a Matteo Mariotti, ragazzo di Parma che lo scorso dicembre si risvegliò in Australia senza una gamba, divorata da uno squalo in mare. Matteo è in rianimazione e i suoi amici aprono una raccolta fondi per le cure dai contorni un poco indefiniti. Selvaggia punta i riflettori e si mobilitano i “4 milioni”, che a cascata innescano siti, tv, radio e giornali. Insomma Matteo inizia ad apparire un truffatore senza una gamba. Torna in Italia ed eccepisce: «Mi ha fatto passare per manipolatore, poi per uno che si dovrebbe far curare». Forse di fronte a tale disgrazia poteva chiudere un occhio su eventuali colpe, ma la Sacerdotessa del Giusto- accreditandosi come nella vicenda della ristoratrice il merito di «aver ristabilito la verità» – ha deciso altrimenti. Poi c’è Giuseppina Giuliano, bidella pendolare tra Napoli e Milano, nove ore di treno al giorno pur di non pagare gli esorbitanti affitti meneghini. Storia inverosimile ed effettivamente falsa, storia tutto sommato innocua ma che non sfugge al debunking di Selvaggia. Risultato? Pubblico ludibrio.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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