Si inaugurerà oggi, alle 19:00, presso il Chiostro di San Francesco nel Palazzo Municipale di Sant’Agata de’Goti, la mostra personale di Angelo Marra a cura di Amalia Gioia. La mostra PAESAGGI DI TUFO si inserisce nella manifestazione ideata dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento per le Giornate Europee del Patrimonio, che dal 1991 rappresentano un’importante momento per sensibilizzare il grande pubblico e il mondo politico alla necessità di proteggere il patrimonio culturale di cui siamo detentori. L’evento della Notte Bianca della Cultura di Sant’Agata de Goti, che già lo scorso anno nella sua prima edizione ha registrato larghi consensi e gran numero di pubblico, quest’anno ha cambiato nome in TUFACEA allo scopo di creare un vero e proprio brand che rispecchiasse un movimento di riscoperta, anche simbolica, delle origini del territorio. E’ nata così l’idea di coinvolgere Angelo Marra, artista che già ha avuto modo di rappresentare, con i suoi scatti, luoghi d’Italia distanti geograficamente eppure resi vicinissimi dalla comune matrice geologica del tufo. Questo materiale tipico delle aree di origine vulcanica, estratto dal sottosuolo è stato per secoli utilizzato per edificare strade, piazze, edifici e monumenti di borghi e città che si scoprono simili per tanti tratti identitari.
Il viaggio fotografico di Angelo Marra nei luoghi del tufo parte dalla Maremma Rupestre, con i borghi di Sorano e Pitigliano che si ergono sui costoni tufacei al pari di Sant’Agata De’ Goti e Marano di Napoli in Campania, ma come anche Orvieto in Umbria e Civita di Bagnoregio nel Lazio. Le immagini presentate veicolano l’urgenza della restituzione della memoria storica ai luoghi, della ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità fortemente caratterizzata e del recupero dell’identità culturale. Interessante osservare la varietà cromatica che emerge dalle immagini fotografiche, dal tufo giallo o grigio dei paesaggi campani a quello grigio, rosa, rosso o ocra dei paesaggi maremmani e laziali. Il carattere di originalità delle foto, e le diverse modalità di lettura del paesaggio rurale e costruito, consentono di vedere con occhi nuovi particolari noti e sconosciuti di alcune delle città più belle nate dal tufo, e tra esse naturalmente non poteva mancare Sant’Agata de Goti.
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