Luigi Cesaro, indagato da 30 anni ma mai condannato. Dal Psi a Forza Italia e quel “rapporto con Cutolo”

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“Questo ora è importantissimo ma mi deve tanto: faceva il mio autista»: così parlò Raffaele Cutolo, intercettato nel carcere di Terni nel 2011 durante un colloquio con un parente. Destinatario del telegrafico ritratto – come racconta il Corriere della Sera – è Luigi Cesaro, il senatore di Forza Italia che per l’ennesima volta torna a occupare le cronache giudiziarie perché indagato assieme ai tre fratelli in un’inchiesta di camorra. Il pendolo tra aule della politica e aule di giustizia accompagna da quasi un quarantennio la vita di Cesaro. Con una differenza sostanziale: in politica, dal 1990 viene puntualmente rieletto; dai tribunali fino a oggi è stato puntualmente assolto o nemmeno è arrivato a giudizio grazie all’immunità parlamentare .

Cesaro, meglio noto come «Giggino ‘a purpetta» (e destinatario anche di una spassosa imitazione da parte di Maurizio Crozza) ha al suo attivo un «filotto» di elezioni che lo ha portato a ricoprire tutte le cariche elettive previste dall’ordinamento repubblicano: consigliere comunale, sindaco, consigliere regionale, deputato, senatore, europarlamentare e anche presidente della Provincia di Napoli. L’esordio rimonta addirittura alla Prima repubblica: nel 1990 è eletto consigliere provinciale nelle liste del Psi. Al tramonto dei partiti storici passa a Forza Italia e il centrodestra, da lì in avanti, sarà la sua casa politica: deputato nel ‘96, rieletto nel 2001, 2006 e 2008. Nel 2004 è anche sindaco di Sant’Antimo (municipio sciolto per camorra quando lui era semplice consigliere e poi qualche mese fa), due anni dopo presidente della Provincia di Napoli. Nel frattempo nel 1999 era approdato anche a Strasburgo. Il passaggio al Senato è invece del 2018, dove siede tuttora.

Parallele alla carriera politica sono anche le tribolazioni giudiziarie. Anzi, quelle cominciano anche prima, visto che nel 1984 «Giggino» viene arrestato in un’operazione contro la Nuova camorra organizzata di Cutolo; ne esce con una assoluzione in appello e in Cassazione, nonostante racconti proprio in aula di aver incontrato Rosetta Cutolo chiedendole uno «sconto» su un’estorsione. Nel 2008, 2011, 2014 finisce indagato per suoi presunti legami con esponenti del clan dei Casalesi interessati a una serie di appalti pubblici. C’è anche una richiesta d’arresto nei suoi confronti che viene respinta. E’ attualmente indagato per una vicenda del 2018 (appalti pilotati nell’area di Castellamare di Stabia) e rinviato a giudizio per l’inchiesta sul voto di scambio (regionali 2015) a Marano. Inchiesta nata sulla scia dell’indagine sull’area Pip dello stesso comune, in cui sono coinvolti i fratelli Aniello e Raffaele.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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