Ventisei richieste di condanna per un totale superiore a 360 anni di reclusione. È il bilancio della requisitoria della Direzione distrettuale antimafia nell’inchiesta sulle presunte organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti tra Scampia e Miano, dove i gruppi riconducibili al clan Amato-Pagano e quelli considerati eredi dei Lo Russo si sarebbero contesi il controllo delle piazze di spaccio.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura anche un’intercettazione particolarmente significativa: un presunto spacciatore avrebbe portato con sé il figlio, ancora molto piccolo, durante una consegna di droga. Un comportamento che non sarebbe passato inosservato neppure a Mario Abbatiello, indicato dagli inquirenti come uno dei riferimenti della piazza di spaccio.
Le richieste della pubblica accusa arrivano dopo gli arresti eseguiti nel gennaio scorso e segnano un passaggio importante nel processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per le indagini preliminari Grammatica. A sostenere l’accusa è stato il sostituto procuratore Lucio Giugliano.
Le pene richieste dalla Dda
Le condanne più pesanti, secondo le richieste formulate dai magistrati, riguardano alcuni degli imputati ritenuti ai vertici delle attività criminali. Per Mario Abbatiello e Salvatore Mele sono stati chiesti 20 anni di carcere; per Pasquale Capano, 19 anni e 8 mesi.
Ecco il dettaglio delle richieste avanzate dalla Procura:
- Antonio Abbatiello: 16 anni;
- Mario Abbatiello: 20 anni;
- Salvatore Bifolchetto: 12 anni;
- Giuseppe Cacciapuoti: 16 anni e 4 mesi;
- Gennaro Calvino: 12 anni e 4 mesi;
- Pasquale Capano: 19 anni e 8 mesi;
- Luciano Carbone: 8 anni;
- Fabio Cartigiano: 12 anni;
- Vincenzo Castelnuovo: 11 anni;
- Giovanni Castiello: 8 anni;
- Cristian Celentano: 10 anni;
- Giovanni Conte: 18 anni e 8 mesi;
- Giuseppe Coppola: 12 anni e 4 mesi;
- Alessio Francesco D’Ambrosio: 13 anni;
- Antonio De Matteo: 18 anni;
- Laura De Salvo: 12 anni;
- Cesare Di Domenico: 12 anni;
- Gennaro Gaglione: 12 anni e 4 mesi;
- Pasquale Luongo: 15 anni;
- Nicoletta Mascaro: 10 anni e 4 mesi;
- Salvatore Mele: 20 anni;
- Antonio Musto: 18 anni e 8 mesi;
- Michael Rossi: 9 anni e 8 mesi;
- Giovanni Russo: 9 anni e 4 mesi;
- Dimitro Tsevtzov: 12 anni e 4 mesi;
- Gabriele Vallefuoco: 12 anni.
Si tratta di richieste della pubblica accusa, non di condanne definitive. La parola passa ora ai difensori, chiamati a sostenere le ragioni dei propri assistiti nel corso delle fasi conclusive del procedimento. Tra gli avvocati impegnati nel processo figurano Domenico Dello Iacono, Luca Mottola, Luigi Poziello e Francesco Foreste.
La guerra per le piazze di spaccio
L’indagine, culminata all’inizio dell’anno con 28 arresti per associazione finalizzata al traffico di droga, ha ricostruito un presunto sistema di distribuzione degli stupefacenti che avrebbe coinvolto due gruppi attivi in aree differenti della periferia nord di Napoli.
Per circa un anno, gli agenti della Squadra mobile e del commissariato di Scampia hanno monitorato i movimenti degli indagati, concentrando l’attenzione sulle attività nella piazza di spaccio della «Trentatré», in via Ghisleri, e sui traffici riconducibili al gruppo di Miano.
Secondo l’ipotesi investigativa, le tensioni sarebbero esplose quando gli esponenti degli Amato-Pagano avrebbero esteso la propria attività in territori già controllati dal gruppo di Miano, considerato dagli investigatori vicino agli ambienti un tempo riconducibili al clan Lo Russo.
L’agguato del 2022 e le dichiarazioni dei collaboratori
Nell’ambito della ricostruzione investigativa figura anche un agguato avvenuto nell’agosto 2022. Secondo gli inquirenti, alcuni esponenti del gruppo di Miano avrebbero tentato di colpire due rivali, senza riuscire nel loro intento.
Un contributo importante all’inchiesta sarebbe arrivato dalle dichiarazioni di Luigi Rignante, collaboratore di giustizia dell’area di Scampia, che avrebbe fornito elementi utili a riscontrare quanto riferito da Salvatore Roselli.
Il quadro accusatorio dovrà ora essere esaminato nel contraddittorio con le difese, prima delle decisioni del giudice. Il processo punta a chiarire ruoli, responsabilità e presunti collegamenti tra i gruppi coinvolti nel traffico di droga tra Scampia e Miano.
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