Marano, Calvizzano, San Marcellino. Isvec: dall’arresto di Balestriere ai repetini cambi di gestione e le gravi inadempienze contrattuali: ecco cosa emerge

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L’arresto di Ivano Balestriere, nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, non rappresenta soltanto un fatto di cronaca giudiziaria, ma apre inevitabilmente uno scenario più ampio che riguarda l’intero sistema imprenditoriale riconducibile allo stesso e le sue articolazioni sui territori.

Il mancato incontro previsto a Marano tra Balestriere e i vertici della Commissione Straordinaria di stamani, saltato a seguito del blitz dei carabinieri, assume oggi un significato ben preciso. Balestriere, pur non rivestendo formalmente incarichi nella Marano Ambiente, era considerato il riferimento operativo della società che gestisce il servizio rifiuti.

Ma ciò che colpisce è che alcuni segnali erano già evidenti da tempo. È difficile non leggere, alla luce di quanto accaduto, il progressivo riassetto societario registrato negli ultimi mesi. A Calvizzano la Isvec ha lasciato spazio alla Vittoria Srl, mentre a Marano si è assistito al passaggio dalla Isvec alla Ambiente Marano, con una continuità sostanziale sotto il profilo organizzativo. Dinamiche che oggi appaiono tutt’altro che casuali e che lasciano emergere il sospetto che vi fosse già la percezione di un quadro investigativo in evoluzione e il timore di interdittive antimafia o sequestri.

Non si tratta di episodi isolati. Anche sul territorio di San Marcellino emergono elementi estremamente significativi. Il Comune ha infatti formalmente chiuso un procedimento nei confronti della Isvec, accertando inadempimenti rilevanti nella gestione del servizio rifiuti. I numeri parlano da soli: oltre 1 milione di euro complessivamente contestati, tra prestazioni non rese per circa 379 mila euro e penali contrattuali per oltre 635 mila euro. Un quadro che evidenzia una gestione caratterizzata da disservizi reiterati, in particolare sulla raccolta della frazione organica, e che ha portato all’interruzione anticipata del contratto nel 2025.

Non solo. Lo stesso Comune ha già trattenuto somme per oltre 444 mila euro, compensando fatture non liquidate con le penali accertate, segno di una situazione contrattuale fortemente compromessa e di un contenzioso destinato con ogni probabilità a produrre ulteriori sviluppi anche sul piano giudiziario. A Qualiano, infine, la Isvec fornisce mezzi alla Multiservizi, partecipata del Comune che si occupa di rifiuti.

Se si mettono insieme questi elementi – i ribassi monstre in sede di gara, i piani industriali mai rispettati, le anomalie già segnalate negli anni, i cambi societari tra Calvizzano e Marano, le criticità operative emerse a San Marcellino e, da ultimo, l’operazione giudiziaria che ha portato all’arresto di Balestriere, ritenuto vicino al clan dei Casalesi – il quadro che ne deriva è quello di un sistema complesso che, verosimilmente, stava già tentando una riorganizzazione prima che emergesse in maniera così evidente l’azione della magistratura.

Resta naturalmente fermo il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Tuttavia questa indagine mette in evidenza ancora la cointerestenza che c’è tra determinati ambienti e il settore dei rifiuti.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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