Nella battaglia contro il cancro al senso, si fa strada una nuova strategia per combattere e prevenire le recidive. Anche quando il tumore al seno viene diagnosticato in fase precoce e trattato con chirurgia e terapia ormonale, la storia della malattia non sempre si chiude con la fine delle cure iniziali. Per molte pazienti resta infatti la possibilità che il tumore possa ripresentarsi nel tempo, un timore che accompagna il percorso di follow-up per anni.
In questo scenario si inserisce la decisione dell’Agenzia italiana del farmaco di rendere rimborsabile ribociclib in combinazione con la terapia endocrina per alcune donne con carcinoma mammario iniziale HR positivo e HER2 negativo, considerate ad alto rischio di recidiva. Si tratta del sottotipo più diffuso di tumore al seno, responsabile di circa il 70% delle diagnosi.
Il carcinoma mammario rimane inoltre la neoplasia più frequente tra le donne nel nostro Paese, con quasi 54mila nuovi casi stimati nel 2025. Nonostante i progressi terapeutici abbiano migliorato nettamente la prognosi, la prospettiva di una ricaduta resta una delle principali preoccupazioni per le pazienti. “Nel tumore al seno in fase precoce, il timore di una possibile recidiva continua a rappresentare una preoccupazione concreta per molte donne – osserva Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia -. Guardare al futuro con maggiore fiducia e sentirsi protette rispetto a un eventuale ritorno della malattia sono esigenze fondamentali delle pazienti”.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews






























