E’ una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. Il diabete tipo 2 colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo e comporta costi elevati per famiglie e sistemi sanitari, ma c’è un aspetto spesso trascurato nella prevenzione: la salute orale. Le evidenze scientifiche mostrano che le malattie gengivali – e in particolar modo la parodontite – non sono solo un problema locale della bocca, ma possono alimentare processi infiammatori sistemici e alterazioni metaboliche che favoriscono il peggioramento del diabete. Prevenire e intervenire tempestivamente sulle patologie gengivali significa quindi agire anche sul controllo glicemico e sulla salute generale.
“Oggi sappiamo con certezza che tra diabete e parodontite esiste una relazione bidirezionale per cui l’una influenza e aggrava l’altra – spiega Giorgio Stroppa, dentista esperto in parodontologia, socio attivo della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), alla vigilia della Giornata mondiale del diabete che si celebra il 14 novembre – Le persone con malattie gengivali hanno un rischio maggiore di sviluppare diabete, mentre chi è già diabetico è fino a 3 volte più esposto a forme gravi di parodontite. Questo deve farci riflettere sul fatto che la parodontite non è una semplice infezione locale: l’infiammazione cronica che la accompagna rilascia nel sangue citochine pro-infiammatorie, che riducono la sensibilità all’insulina e peggiorano il controllo glicemico”.
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