A tre giorni dalla nomina a co-conduttrice di Report, Claudia Di Pasquale prende le distanze Sigfrido Ranucci. In una intervista al Corriere della Sera la giornalista Rai risponde all’ex anchorman del programma tv che si era affrettato a dire che lei «gli è molto fedele». Al giornalista che glielo chiede risponde: «Con Sigfrido ho sempre avuto un buon rapporto e ho lavorato 15 anni con la massima autonomia, ma io sono fedele a Report : alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso». Anche perché, come lei stessa ha spiegato poche righe dopo, sulla volontà di Report di voltare pagina dopo il caso Lavitola-Ranucci: «Non vogliamo più essere la notizia, ma fare notizie».
Modello Milena Gabanelli
E in testa ha il Report precedente a quello di Ranucci: si torna «al modello Milena Gabanelli. Ho iniziato con lei e per me resta un mostro sacro del giornalismo».
E dopo il colpo al cerchio arriva l’inevitabile colpo alla botte quando il Corriere le chiede come si potrà risollevare il marchio della trasmissione esce molto ammaccato da questa inchiesta. L’obiettivo sembra essere quello visto nelle scorse settimane: buttare la palla in ‘politica’: «Veniamo da una campagna martellante con l’intento di togliere autorevolezza a Report : non sarà facile, ma ne usciremo ancora più forti. Parleranno le nostre inchieste». Sull’opportunità o men di quella «amicizia fraterna» tra Ranucci e Lavitola, che ha provocato dubbi su una certa doppia morale del programma ha assicurato: «Lavitola non ha mai condizionato le nostre inchieste. E anticipo la sua domanda: io non l’ho mai conosciuto». Poi si torna a buttarla in politica, dopo che la redazione di cui fa parte ha attaccato senza esclusione di colpi il suo collega e co-conduttore Daniele Piervincenzi e la giovane collega Giulia Presutti scelti come nuovi volti: «Noi non consentiremo mai che Report diventi Tele Meloni» ha spiegato Claudia Di Pasquale.
Nessuna domanda e nessun accenno al caso Giulia Innocenzi
Poi ha ricordato con soddisfazione la nuova nomina di «due co-autori di esperienza e qualità come Bernardo Iovene e Giulio Valesini, inviati storici che avranno un ruolo fondamentale». Il giornalista non le chiede e lei non affronta da sola il tema, di un’altra inviata, Giulia Innocenzi. Il Secolo d’Italia ha per primo scoperto che sull’albo online dei sito dell’ordine dei giornalisti il nome dell’ex candidata, nel 2008, alla guida di segretario dei Giovani Democratici del Partito Democratico.
Su Wikipedia cambia la biografia della Innocenzi
In compenso però è cambiata la sua voce su Wikipedia: da conduttrice tv è stata aggiunta nella descrizione la qualifica di “giornalista italiana”. Anche se del tesserino e dell’iscrizione nessuno al momento ne ha avuto traccia. Chissà se prima dell’inizio della nuova era di Report qualcuno tra Innocenzi, l’Ordine dei Giornalisti o lo stesso Ranucci che l’ha coinvolta nella trasmissione del servizio pubblico , diranno agli italiani come mai il nome tra gli iscritti all’ordine dei giornalisti non c’è. La sensazione è che anche in questo caso il tentativo resterà quello di mandare la palla in tribuna e magari dare la colpa a “TeleMeloni”…

























