MARANO. GLI OMICIDI VIGNA E PASTELLA? I PENTITI FANNO RIFERIMENTO ANCHE A TANTE PERSONE A PIEDE LIBERO, OGGI RIVERITE E OSANNATE DA CITTADINI E POLITICI. SCARSA L’ATTENZIONE DELLE AUTORITA’ AI NUOVI BUSINESS

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La pubblicazione dell’ordinanza di misure cautelari emesse a carico di ORLANDO Antonio, detto “mazzolino”, ORLANDO Angelo, detto “omalomm”, LUBRANO Armando, alias Armandino, NAPPI Carlo, alias “zio Carlo”, POLVERINO Vincenzo, detto “peruzzo”, RUGGIERO Giuseppe, alias “Geppino” e SIMIOLI Giuseppe, detto “o’ petruocelo”, per gli omicidi di Salvatore Vigna e Antonio Pastella, ha evidenziato un quadro desolante.

A distanza di anni dagli efferati omicidi sanguinari e dalle lotte di camorra, sviluppatesi sul territorio, tra le famiglie più potenti egemoni a Marano: gli Orlando, i Polverino e i Nuvoletta, molte cose sono cambiate. La magistratura napoletana, grazie anche a numerosi collaboratori di giustizia, è riuscita a risolvere gli omicidi più spinosi e ha consegnato alle patrie galere altrettanti capiclan, fiancheggiatori, killer e uomini contigui al malaffare.

Purtroppo però, da quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare stilata per gli omicidi di Vigna e Pastella, è il fatto che ancora oggi tanti soggetti menzionati e/o comunque che sarebbero coinvolti direttamente e indirettamente in fatti di sangue, come raccontato da tre pentiti, sono a piede libero. Queste persone, al momento non indagate, si vedono in giro, frequentano le principali piazze principali, bar e si fregiano delle cortigianeria di politici locali, consiglieri comunali, colletti bianchi e imprenditori borderline.

Negli ultimi tempi, a Marano, la criminalità organizzata ha cambiato volto: la droga si fa ancora, così come le estorsioni, ma ci sono anche altre nuove fonti di finanziamento. E’ ormai archiviata l’era degli omicidi e delle piazzate: ora si lavora in silenzio, facendo imprenditoria e avvalendosi di prestanome, di soggetti apparentemente puliti ma le cui attività beneficiano di finanziamenti illeciti. Un mare di attività (bar, distributori di carburanti, agenzie funebri, ristoranti, supermarket) in odor di camorra verso le quali si fa ancora poco sotto il profilo della repressione giudiziaria.

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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