Marano, scuole e beni confiscati: un altro pasticcio all’orizzonte? Il Comune ha speso soldi per il restyling della Sime, ma il sindaco sostiene che i bambini di San Rocco resteranno nell’immobile abusivo e oggetto di richiesta di condono

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Il Comune di Marano ha impegnato circa 65 mila euro (fondi governativi del 2020 di cui era destinatario l’ente) per recuperare beni sottratti alla criminalità e alloccare, negli spazi di via Puccini (della Sime costruzioni, l’azienda leader dei Simeoli), una scuola in cui – secondo quanto determinato un paio di anni fa dagli ex commissari straordinari – dovranno trasferirsi gli studenti che sono ospitati in un edificio abusivo di via San Rocco (nella foto) per il quale il Comune pagava, fino a poco tempo fa, un fitto ai proprietari. Un edificio privato, su cui pende una richiesta di condono edilizio, ma che non ha alcuna destinazione d’uso scolastico. Una storia raccontata molte volte dal nostro portale.

I commissari, insomma, hanno disdetto il contratto (oneroso) con i privati e hanno decretato che i ragazzi di San Rocco fossero trasferiti nella sede della Sime, oggetto dei lavori di restyling già eseguiti.

Nelle ultime ore, invece, abbiamo appreso dalla pagina Facebook del sindaco che i legali del Comune sono in interlocuzione o trattativa con i privati per la stipula di un nuovo contratto di fitto.

In parole povere, il sindaco sta affermando che i bambini resteranno nell’immobile (al momento abusivo) che, seppur condonato, non ha e non avrebbe alcuna destinazione d’uso scolastico e sta dicendo – cosa a nostro avviso ancor più grave – che nella Sime costruzioni – per il cui restyling sono stati spesi soldi pubblici – non saranno trasferiti gli studenti. Sembrerebbe infatti che sull’ipotesi del trasferimento si oppongano (ne hanno, naturalmente, diritto) i loro genitori.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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