MARANO, TERZO GIORNO DI ODISSEA ACQUA: SEI MESI ALL’ANNO CON PROBLEMI IDRICI, BOLLETTE ERRATE E SPRECHI

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Siamo al terzo giorno di crisi idrica nel Comune di Maran, 60 mila anime alle porte di Napoli, per un furto di cavi in un impianto. Le lentezze dei commissari, non solo sul caso acqua, sono imbarazzanti. Questo giornale lo scrive da nove mesi, molti cittadini (come sempre, quelli distratti) se ne accorgono solo ora.
I commissari sono stati lenti su ogni aspetto: ancora oggi nulla si è fatto su tante vicende scabrose del territorio che abbiamo più volte segnalato. Il mantra è sempre lo stesso: mancano i soldi. Ma fino a quando potrà reggere questo ritornello? Per una città con i problemi di Marano, dai più semplici ai più complessi (come l’area Pip, i beni confiscati, abusivi, la condizione delle strade, degli impianti di illuminazione, delle caldaie delle scuole, dello stadio ancora chiuso), occorrevano commissari più motivati e operativi. Lo scriviamo dal primo giorno, perché noi conosciamo fatti, persone e territorio.
Le inchieste giudiziarie degli ultimi anni hanno svelato, grazie alle pubblicazioni di Terranostranews, che la vecchia classe politica maranese era corrotta e in parte collusa con il malaffare, quindi nessuna nostalgia del passato. Bisogna guardare avanti, ma questa triade non è all’altezza del gravoso compito.
Per ora i cittadini sono costretti a comperare acqua dai privati, acqua che costa profumatamente; le bollette continuano ad arrivare, salate o già pagate, nonostante la città viva quasi 5-6 mesi all’anno di problematiche idriche e siccità. L’acqua continua ad essere sprecata all’impianto C1, dove ogni giorno vanno in fumo centinaia di migliaia di litri. L’acqua, inoltre, continua ad essere rubata da coloro, migliaia, allacciati illegalmente alla rete idrica.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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