L’angolo della prof. Metodi di insegnamento? L’esperienza diretta con le cose è un toccasana per gli studenti

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Aristotele affermava che con lo stupore si crea la conoscenza. Ogni giorno uno due fino a cinque o sei prof entrano nella vita di uno studente annoiato e forse demotivato e gli propongono fatti del passato, teoremi di matematica, leggi della chimica, poesie. Quanto importa davvero ad un ragazzino con i brufoli o con i genitori che si stanno separando tutto questo?

E allora si fa leva sul brutto voto arrivando spesso a piccoli “ricatti” come la comunicazione alla famiglia o la lontana, ma possibile, non ammissione all’ anno successivo.
Siamo certi che sono queste le strategie giuste?! Questi metodi aiutano sicuramente nel raggiungimento del nostro scopo che è quello di ottenere da parte degli studenti, impegno e studio assiduo ma ad essi va aggiunto altro. Stupire ed emozionare. E come si fa?

Dovremmo uscire ogni tanto dalle aule e vederlo davvero il dipinto che abbiamo studiato, guardarlo ascoltando una bella sinfonia, dovremmo vedere come quei numeri e lettere che spesso non riusciamo davvero a comprendere sono alla base di tanti sistemi automatici che ci aiutano a vivere, toccare l’erba fresca e un fiore che sboccia e la materia che si  trasforma, e dovremmo farlo con i compagni di classe perché insieme si condividono esperienze, insieme è più bello.

Ho accompagnato una quinta a vedere come l’uva si trasforma in mosto e poi in vino: abbiamo toccato, assaggiato, odorato e visto e quando siamo tornati in classe era più agevole la lettura della vinificazione perché quelle sensazioni le teniamo fisse nella mente e non le dimenticheremo mai. Ogni giorno, seduto nel suo banco, un allievo aspetta di essere stupito e non giudicato.

Prof.ssa Annamaria Schettino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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