Le ciliegie più buone sono le più grandi, fate la scorta perché finiscono presto

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La produzione di ciliegie è ormai diffusa in tutto il Paese e dunque la loro stagione è ufficialmente iniziata. Durerà poco più di un mese: le ciliegie restano uno dei prodotti che quasi necessariamente devono essere locali, o quantomeno nazionali, vista la loro deperibilità una volta raccolte e quindi l’impossibilità di fare lunghi viaggi senza «trucchetti».

 

La produzione, come dicevamo, è estesa. Puglia nella zona di Bari, la Campania, l’Emilia Romagna con le famose ciliegie di Vignola e anche il Vaneto e il Piemonte, quest’ultimo in particolare – e ci rivolgiamo ai lettori torinesi – con quelle di Pecetto, senza dubbio un ecotipo locale dalle caratteristiche organolettiche superiori. C’è anche un Presidio Slow Food in Piemonte: si tratta della Bella di Garbagna, nell’alessandrino, che è stata recuperata dopo un lungo declino agricolo.

È ottima per essere messa sotto spirito e, se siete pasticcieri o avete velleità tali, sarà l’ideale per la preparazione di ogni tipo di dolci. Presidio di Garbagna e altre chicche come Pecetto saranno prodotti un poco più cari, forse, ma non ve ne pentirete vista la loro qualità. Se aspetterete ancora qualche giorno, dal prossimo fine settimana in poi vi consigliamo di cogliere l’occasione e di comprarne una bella quantità. Poi a casa realizzerete un’ottima confettura, sicuramente tra le più buone – e anche più rare, visto il periodo corto di maturazione del prodotto – che possiate realizzare per godersi poi ottime colazioni tutto l’anno e qualche peccato di gola per tirarsi su di morale. Va detto che al momento le ciliegie migliori sono le spagnole importate che non hanno risentito dell’umidità, ma noi vi consigliamo di aspettare e tornare al mercato mercoledì o giovedì: mangiare meglio, mangiare locale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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