Da quarantacinque giorni in città. Un mese e mezzo, tanto è passato dall’insediamento della commissione straordinaria subentrata al viceprefetto Fico dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche. E’ già tempo di primi bilanci per il prefetto Antonio Reppucci, 65 anni, padre di due figlie, laureato in Giurisprudenza e reduce dalle ultime esperienze nelle città di Catanzaro, Perugia e Marcianise.
Prefetto, 45 giorni è un lasso di tempo sufficiente per farsi un’idea della città di Marano? Ed è un tempo utile per avere una visione complessiva del Comune che, assieme al viceprefetto De Caro e al funzionario ministeriale Greco, sta guidando?
In questi 45 giorni ho compreso molte cose. Le valutazioni sono sia positive che negative. C’è grande aspettativa attorno alla Commissione: la gente mi ferma per strada, tanti vengono al Comune, molte sono le proposte e i suggerimenti che riceviamo quotidianamente. E’ un ottimo segnale, fin dal nostro insediamento ho detto e ribadito che il Comune è una casa di vetro: è la casa dei maranesi e io non chiuderò le porte a nessuno. In queste settimane ho incontrati i parroci, i dirigenti scolastici, esponenti del mondo dell’associazionismo e della politica. Credo che la maggioranza dei maranesi sia sana e laboriosa, ma allo stesso tempo ritengo che bisognerà lavorare, e tanto, sulla parte minoritaria della città, che danneggia l’immagine del comune con i propri comportamenti improntanti alla illegalità, all’abuso e alla sopraffazione. Siamo chiamati ad un grande compito. E’ una sfida dura, difficile, ma non impossibile: possiamo farcela, se le persone perbene di questa città collaboreranno con la Commissione.
Illegalità e sopraffazione. Di recente sono tornati di moda temi, tante volte proposti dal nostro portale, inerenti all’occupazione indebita di suolo pubblico o di aree di proprietà dell’ente e quindi della collettività. Come vi state muovendo?
Ci stiamo muovendo sul fronte degli standard urbanistici, con verifiche e sopralluoghi nei posti in cui si ravvisano anomalie. Stiamo esaminando atti e convenzioni di vecchie lottizzazioni edilizie di cui, in qualche caso, si erano perse le tracce. Abbiamo sottoscritto un’ordinanza per la liberazione dell’area adiacente all’ufficio postale e ci siamo mossi, anche con uno specifico incontro in prefettura, per lo sgombero del capannone abusivo di via Vallesana. Una vicenda citata anche nel decreto di scioglimento del Comune. Abbiamo intimato ai proprietari di sgomberare la struttura, completamente abusiva. In caso contrario, interverremo con l’ausilio delle forze dell’ordine.
Le problematiche che assillano l’ente fanno tremare le vene ai polsi. La situazione economico-finanziaria è disastrosa ed è aggravata dalla ormai cronica mancanza di personale qualificato da inserire nei settori chiave della macchina comunale. Dichiarerete il dissesto?
La situazione è molto difficile, non posso certo nasconderlo. La dichiarazione di dissesto sarà soltanto l’estrema ratio. Noi faremo l’impossibile per scongiurarlo. Il piano anti default è una nostra priorità e sarà stilato non appena si insedierà il nuovo dirigente del settore economico. Abbiamo bisogno di far cassa e le ricette che stiamo valutando sono quelle apparse di recente anche sui media: devoluzione dei mutui, riscatto del diritto di superficie, alienazione di parte del patrimonio immobiliare e tolleranza zero verso i furbetti dell’acqua e gli evasori dei tributi in genere. Nello specifico, stiamo tentando di recuperare 3 milioni di euro da un progetto relativo a una vecchia lottizzazione edilizia (C4 ndr). Quei fondi saranno investiti su strade, illuminazione pubblica e strutture scolastiche. Una parte di quelle risorse, inoltre, le utilizzeremo per sistemare il fatiscente impianto idrico. Su questo specifico versante sono fiducioso: i tempi per disporre di questi fondi non saranno lunghi.
Pochi soldi, insomma, anche per risolvere l’annoso problema delle pompe di sollevamento idrico. Eppure, proprio di recente, sono state bandite procedure, come quella per l’individuazione di una figura di supporto all’ufficio legale, che peseranno sulle casse comunali.
L’ufficio legale è oberato di pratiche e contenziosi, molti derivanti dalle vicissitudini sorte nel settore dei tributi. Non ritengo si tratti di soldi mal spesi. Quanto alle pompe di sollevamento, è una nostra assoluta priorità.
Lei si è spesso lamentato dell’esiguità della pianta organica, con particolare riferimento alle figure apicali. Si è parlato di dirigenti in arrivo e di sovraordinati. A che punto siete?
Arriverà sicuramente un dirigente dell’area economica attraverso le procedure già bandite, quelle per il contratto a tempo determinato (ex articolo 110 ndr). Per gli altri due dirigenti abbiamo incassato un no del Ministero, ma stiamo già lavorando per portare a Marano, con una procedura diversa dalla precedente, altri due figure di vertice: una per l’area urbanistica e l’altra per i lavori pubblici. Il Ministero potrebbe avallare la nostra richiesta, basata su specifici progetti individuati dall’amministrazione comunale, ma i due dirigenti, se arriveranno, non avrebbero potere di firma. Arriveranno sicuramente tre sovraordinati: li impiegheremo per il comando vigili, il settore ragioneria e l’urbanistica. Complessivamente, organi sovracomunali permettendo, nell’arco di un mese o due, potremmo implementare il parco funzionari. Marano è un ente in pre-dissesto e per le assunzioni dobbiamo sottostare a determinate procedure. In questo Comune, è opportuno ribadirlo, ci sono anche buone professionalità, ma molte altre sono da stimolare e altre ancora da monitorare e controllare attentamente.
I nomi dei sovraordinati sono già noti?
Abbiamo già formulato le nostre proposte. Per i vigili abbiamo individuato il dottor Luigi De Simone, attuale capo dei caschi bianchi di Gragnano; per l’area urbanistica il dottor Francesco Pepe e per la ragioneria, infine, la dottoressa Iolanda Di Iuzio.
Sulle priorità e le linee guida da adottare c’è compattezza all’interno della Commissione?
Sì, siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e tutti consci della difficoltà della nostra missione. Naturalmente, come in ogni squadra, vi sono differenze di natura caratteriale e approcci differenti, dettati ovviamente dal singolo background professionale e culturale. Le priorità sono note: Pip, cimitero, isola ecologica, risanamento dei conti, compagnia dei carabinieri, assolutamente prioritaria, e tanto altro ancora.
Girano voci su una possibile esternalizzazione del servizio di riscossione. Quanto c’è di vero?
Ci stiamo pensando e valuteremo la cosa quando arriveranno i nuovi i dirigenti. Non possiamo far mistero delle grandi difficoltà in cui versano alcuni settori, tra cui quello dei tributi.
Molti auspicano o sollecitano rotazioni negli uffici. Ci saranno o ritiene sia meglio non modificare l’attuale assetto?
Spesso amo ripetere che l’acqua stagnante diventa anche puzzolente. E’ evidente che qualcosa deve esser fatto, anche alla luce di quanto rilevato dalla commissione d’accesso agli atti: nelle 400 pagine (versione integrale ndr) si fa riferimento a parecchi dipendenti e quel che è riportato, almeno in alcuni casi, non è per niente edificante. Se avessimo agito subito, forse avremmo ottenuto l’effetto contrario, ovvero la paralisi assoluta dell’Ente. Agiremo, a partire dalle prossime settimane, con azioni mirate, turn over interni. Sono azioni necessarie, che attueremo contestualmente all’arrivo dei nuovi dirigenti. Auspico che i funzionari e le figure intermedie siano aperte ai cambiamenti, alle nuove sfide e siano animate da spirito di collaborazione.
Un altro nervo scoperto è quello della raccolta dei rifiuti.
E’ una situazione complessa, è vero. Attendiamo con fiducia l’esito dell’espletamento del bando di gara per l’affidamento del servizio quinquennale. Abbiamo sollecitato a più riprese la stazione unica appaltante, affinché le procedure siano ultimate nel minor tempo possibile. Quanto all’attuale ditta, stiamo contestando tutte le anomalie segnalate dai sorveglianti comunali. Più in generale, ritengo si debba lavorare per potenziare il settore Ambiente nel suo complesso. Ci adopereremo anche su questo versanti. Non solo spazzatura, occorre fare di più anche sugli altri fronti del variegato comparto ambientale.
Dica la verità: prima di mettere piede al Comune pensava che il compito fosse più agevole.
Sì, lo confesso: non pensavo di dover far fronte a tante e tali problematiche. Marano è una piazza difficile, molto più difficile di tante città in cui ho operato nel corso della mia carriera. E’ una bella sfida, la mia ultima sotto il profilo professionale. Ci tengo a fare bene, a non sfigurare. Lavoreremo sodo per questo Comune, senza lesinare alcuna energia.
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