Il Sindaco di Marano ha fortemente voluto l’approvazione della delibera n. 18/25, con la quale – in deroga al Piano Regolatore Generale – si condonava un immobile abusivo di proprietà della famiglia D’Ambra, da anni adibito a sede del segmento di scuola secondaria di I grado dell’I.C. San Rocco.
Una delibera approvata sia dalla maggioranza che dalla cosiddetta opposizione “costruttiva”, ad eccezione del sottoscritto e del consigliere Savanelli, unici ad aver espresso voto contrario. Assente il consigliere De Stefano.
Con lo stesso provvedimento si disponeva il cambio di destinazione d’uso dell’immobile da civile abitazione a scuola, a condizione che venissero eseguiti gli interventi di adeguamento richiesti dagli uffici tecnici comunali, in conformità alla normativa vigente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08).
La delibera, inoltre, prevedeva che al termine dell’utilizzo scolastico, l’immobile tornasse automaticamente alla sua precedente destinazione (civile abitazione), senza necessità di alcun ulteriore atto amministrativo.
Risultato? La famiglia D’Ambra ha ottenuto il condono di un immobile abusivo, sfruttando una presunta utilità pubblica, senza che alla collettività restasse nulla in cambio. Un favore mascherato da necessità istituzionale.
Fin da subito abbiamo sottolineato – inascoltati – che i lavori richiesti non sarebbero mai potuti partire per due motivi:
-
Tempistiche incompatibili con l’avvio dell’anno scolastico 2025/26;
-
Assenza del rinnovo del contratto di locazione.
In mancanza di questi elementi, l’edificio non risponde ai requisiti minimi di sicurezza, soprattutto in un contesto segnato da un’emergenza sismica tuttora in corso.
Con onestà e senso di responsabilità, abbiamo rifiutato di alimentare false promesse, chiedendo al Sindaco e alla sua maggioranza di trovare una soluzione alternativa e realizzabile, anche valutando lo spostamento degli alunni presso altri plessi, con un servizio di trasporto a carico del Comune, per evitare illusioni dannose.
Eppure, fino a pochi giorni fa, il primo cittadino continuava ad assicurare pubblicamente che entro settembre sarebbero stati completati i lavori e firmato il contratto. Promesse smentite clamorosamente da una nota ufficiale inviata dal Sindaco al MIUR Campania, in cui si comunica il trasferimento delle attività didattiche della scuola secondaria di I grado San Rocco presso la sede della “Massimo D’Azeglio”.
Allora ci chiediamo:
Il Sindaco ha mentito consapevolmente o sono emersi nuovi ostacoli che non ha avuto il coraggio di comunicare pubblicamente?
Il presunto problema del rivenditore di auto, citato da alcuni media locali, è stato già smentito dai tecnici comunali. Dunque: perché il Sindaco ha rinnegato la delibera 18/25?
Perché ha smentito se stesso, tradendo le aspettative delle famiglie, degli alunni e della sua stessa maggioranza?
La risposta, purtroppo, è semplice e inquietante: l’obiettivo reale era creare un dossier strumentale (PUC – Accelerazione beni confiscati – Scuola S. Rocco) da esibire al TAR in caso di scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche.
In sintesi: la comunità di San Rocco è stata presa in giro, così come la sua stessa maggioranza e l’opposizione finta e compiacente. Alcuni si erano affrettati a proclamare vittoria, solo per poi scoprire che le rassicurazioni ricevute non avevano alcun fondamento.
Il danno più grave, però, è stato fatto ai veri protagonisti di questa vicenda: gli alunni e le loro famiglie, che vedono calpestato il proprio diritto allo studio in ambienti sicuri e adeguati.
Un Sindaco serio e di alto profilo, dinanzi a tutto questo, avrebbe chiesto scusa e si sarebbe dimesso per rispetto della verità e della cittadinanza.
Nei prossimi giorni, mi farò promotore di una mozione di sfiducia, affinché il Consiglio comunale possa esprimersi su questa pagina vergognosa dell’amministrazione.
Michele Izzo
Consigliere Comunale




























