Foglio 4, particella 1235, 34mila metri quadri: sono questi i numeri contenuti nella delibera di giunta dello scorso 8 ottobre, con la quale l’amministrazione comunale individua l’area per la realizzazione di una scuola a San Rocco (in zona gialla dei Campi flegrei) e dà nel contempo mandato al responsabile del settori lavori pubblici del Comune di predisporre gli atti per verificare la fattibilità tecnica del prospettato intervento.
La nuova scuola di San Rocco, insomma, che il sindaco vuole realizzare fortemente in un punto compreso tra San Rocco e Castelbelvedere, all’interno di un’area lottizzata denominata C9, scartando a priori altre ipotesi come i terreni di San Marco già di proprietà del Comune e quindi non da espropriare. E invece Morra ha deciso di dare soldi, parecchi, ai privati possessori di quell’area che, altrimenti, si legge nell’atto di giunta, potrebbe essere destinata a un ulteriore intervento di edificazione del territorio essendo la stessa di tipo residenziale.
E allora, riassumendo il caso, anche a beneficio di qualche organo “esterno” al Comune:
- Morra scarta a priori un’area comunale, dove poter alloccare una scuola evitando i costi di indennizzo ai privati, ma preferisce espropriare un’altra zona (“più centrale”) e indennizzare i privati.
- Morra e la sua giunta (hanno votato l’atto tutti tranne l’assessore Bocchetti che era assente lo scorso 8 ottobre) hanno dato l’ok a un atto poiché, secondo quanto si asserisce nella delibera, vi sarebbe la possibilità di ottenere un finanziamento regionale, aderendo al bando “Scuola viva in cantiere (un bando, nulla di certo, dunque).
- Morra e i suoi, nelle more di tutto ciò, stanno tentando di trovare un accordo con i privati titolari dell’ex alloggio abusivo in cui tuttora sono ospitati gli alunni della media di San Rocco e, per farlo, dopo l’avvio della procedura di sfratto, qualcuno si sarebbe rivolto a un parente del privato con forti ramificazioni al corso Mediterraneo.
- La stessa giunta, attraverso un altro atto, mesi prima aveva dato il la alla procedura straordinaria e accelerata per assegnare la sanatoria edilizia al privato proprietario dell’immobile scuola di San Rocco.
- Condono effettivamente ottenuto dietro pagamento degli oneri di urbanizzazione.
- Chi sono i titolari di questa nuova, grande area da espropriare?
- I beni confiscati ai Simeoli, destinati a scuola su indirizzo commissariale, che fine faranno? Di un bene, l’ex Garden House, non si sa ancora nulla; l’altro viene dato (ma perché?) all’Ente idrico campano.
Questi sono i fatti, ma dietro tutto ciò c’è ben altro: Morra ha deciso, consigliato forse dal suo “fraterno amico”, di non rischiare sulle lottizzazioni edilizie in itinere. E tutto è richiamato in un passaggio della delibera sulla scuola, dove è scritto che la decisione di realizzare una scuola in luogo di un nuovo intervento edificatorio (ma chi lo ha detto che nella zona stabilita si sarebbe dovuto costruire per forza?), è in linea con le linee strategiche del nuovo Puc.
La sostanza è chiara, al netto delle parole: ci sono tante aree lottizzate a Marano, alcune in odor di malavita o malaffare e il sindaco, dando anche uno sguardo al nuovo Puc, persegue il seguente obiettivo: espropri e soldi ai privati per costruire strutture per la collettività e no a nuovi interventi massicci (nuove case) nelle zone non utilizzate in passato. Sembra tutto bello, ma lo ripetiamo: chi può affermare con certezze che certe cooperative possano effettivamente immettere altro cemento nel territorio? Quelle zone, tra cui la C14, sono ormai super attenzionate e nessuno si sognerebbe mai di costruire centinaia di nuovi appartamenti. Nel modo indicato dalla giunta, però, si beccano almeno i soldi degli espropri ma non si sa con quali risorse visto che il Comune è in dissesto.
Da un lato, dunque, tutto sembra positivo, dall’altro restano dubbi enormi e inquietanti. Con quali soldi paghiamo? E perché non si è tentata un’operazione più coraggiosa con le lottizzazioni, così come fece a suo tempo un prefetto che operò a Marano? Cosa fece? Non fece costruire, perché il territorio non può sopportare e sostenere altro cemento. I privati farebbero causa? Certo, ma ce la giocheremmo nelle sedi competenti e sulla scorta di un Puc nuovo che avrebbe, nel frattempo, reso quelle aree non più edificabili. ‘Sta storia dei diritti acquisiti non convince tante persone e molti addetti ai lavori.
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