Un patrimonio da oltre un milione e mezzo di euro tra società, immobili, terreni e rapporti finanziari svanisce definitivamente dalla disponibilità della criminalità organizzata casertana. Gli uomini del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Napoli hanno dato esecuzione a un imponente provvedimento di confisca di beni emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sotto i sigilli dello Stato è finito il tesoretto riconducibile ai fratelli Franco e Sebastiano Minutolo, imprenditori, rispettivamente, di 59 e 57 anni residenti a San Nicola la Strada e ritenuti organici al clan Belforte di Marcianise, e a un pubblico ufficiale infedele legato a doppio filo alla galassia del clan dei Casalesi. L’operazione affonda le radici nelle inchieste penali che già nel 2014 avevano portato all’arresto dei fratelli Minutolo, attivi nel settore della produzione e fornitura del calcestruzzo. Un’indagine complessa, avvalorata dalle rivelazioni dei collaboratori di giustizia, che aveva fatto luce sul ruolo sistemico e spregiudicato dei due fratelli all’interno del sodalizio criminale. Definiti a più riprese come le “spie del pizzo”, i Minutolo non si limitavano a subire l’egemonia del clan, ma ne costituivano a loro volta anche un ingranaggio fondamentale: segnalavano tempestivamente i cantieri e i lavori edili avviati sul territorio per consentire al clan Belforte di pretendere le estorsioni. In cambio, l’organizzazione garantiva loro una posizione di monopolio di fatto e la possibilità di piazzare le forniture di calcestruzzo a prezzi nettamente maggiorati rispetto al di sopra dei valori di mercato. Un meccanismo sofisticato che si avvaleva anche di sovrafatturazioni volte a gonfiare i costi aziendali per creare fondi neri utili al pagamento delle tangenti, oltre a un’autonoma attività di usura. Gli stessi imprenditori vittima di pizzo si rivolgevano spesso ai Minutolo per identificare i referenti del clan con cui mettersi a posto. L’accurata analisi patrimoniale condotta in questi anni dagli investigatori della Dia di Napoli ha fatto emergere una marcata e ingiustificata sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita sostenuto dai due fratelli nell’arco di ben 18 anni, spalancando le porte alla confisca.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNewsDia, confisca da oltre 1,5 milioni al clan Belforte: nel mirino il patrimonio dei fratelli Minutolo
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