RICORSO INAMMISSIBILE: IL CASO BIONDO, COSTRETTA A DARE FORFAIT ALLE REGIONALI, L’ULTIMO CASO DI MALAGIUSTIZIA

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Ricorso dei pm “inammissibile”. Assolta in Cassazione, Veronica Biondo, esponente di Forza Italia, arrestata sei mesi fa dal gip di Napoli su richiesta di Gratteri, per voto di scambio mafioso. Vicesindaco di Santa Maria a Vico in Campania, il 18 ottobre Biondo si candidava alle elezioni per la presidenza della regione Campania, che si sono poi tenute il 22 novembre. Il 22 ottobre, quattro giorni dopo la presentazione della candidatura, viene tratta agli arresti domiciliari per voto di scambio mafioso. Da quel momento per lei inizia un incubo e le è preclusa qualsiasi possibilità di concorrere alle regionali. La famiglia è disorientata, in tanti sono sconvolti. Forza Italia subisce un forte danno d’immagine e se ne avvantaggiano subito sinistra e Cinque Stelle, grazie alla gogna mediatica e alla macchina del fango fatta partire dal Fatto Quotidiano con Travaglio in testa, oltre che da Crozza, che mostra il volto della candidata nel suo programma. I giudici della Cassazione hanno ora ritenuto il ricorso di PM e gip “inammissibile” perché la cosca che avrebbe supportato l’elezione della Biondo vicesindaco di Santa Maria Vico si era sciolta quando lei aveva tre anni. Sarebbe bastato che il Gip verificasse le prove portate dalla squadra di Gratteri. Solo un po’ di attenzione in più. Invece si è affidato ciecamente, proprio a causa di quella fiducia pelosa dovuta all’unione delle carriere, che vede PM giudici dalla stessa parte nel presumere la colpevolezza dell’imputato, proprio quello che la riforma vuole scardinare. Oggi Biondo è segretaria regionale di Forza Italia in Campania e si candiderà alle elezioni del 2027.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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