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Domenico, il bambino di due anni e mezzo di Napoli al quale era stato trapiantato un cuore danneggiato dal ghiaccio secco, è morto alle 9.20 di questa mattina. L’annuncio è stato dato dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ed è stato subito seguito da una nota dell’Ospedale Monaldi.
Alle 5.30 il piccolo era andato in arresto cardiocircolatorio, dopo un improvviso e irreversibile peggioramento. Solo il giorno prima la famiglia aveva concordato con l’Azienda Ospedaliera dei Colli la pianificazione condivisa delle cure, con stop all’accanimento terapeutico.
In ospedale sono accorsi immediatamente i genitori, mamma Patrizia e papà Antonio, insieme al legale. È arrivato anche il cardinale Domenico Battaglia per impartire l’estrema unzione.
«È finita, Domenico se n’è andato», ha detto la madre, annunciando la nascita di una Fondazione a lui dedicata per aiutare i bambini non trapiantabili e le vittime di malasanità. L’avvocato ha lanciato un appello a non effettuare donazioni su Iban diffusi online, denunciando la presenza di truffatori e annunciando la creazione ufficiale di un comitato con conto corrente dedicato.
Il Monaldi, «con profondo dolore», ha comunicato il decesso avvenuto a seguito del rapido aggravarsi delle condizioni cliniche. Una vicenda che ha scosso l’intero Paese e che ora attende di vedere piena luce sul fronte delle responsabilità.

