All’Istituto Darmon-Siani, lo scrittore Antonio Ferrara e Marianna Cappelli guidano gli studenti in un viaggio oltre il silenzio dell’adolescenza.
MARANO – Non è stato un semplice incontro con l’autore, ma un’irruzione di bellezza nelle aule dell’Istituto Darmon-Siani. Gli alunni delle classi terze hanno vissuto una mattinata intensa, trasformandosi in architetti di parole sotto la guida sapiente di due ospiti d’eccezione: il pluripremiato scrittore e illustratore Antonio Ferrara e la fotografa e lettrice ad alta voce Marianna Cappelli.
Il laboratorio, dal titolo evocativo “Condominio Poesia”, ha preso il via con un’esplorazione della cosiddetta “cassetta degli attrezzi” del poeta. Ferrara e Cappelli hanno mostrato ai ragazzi come la poesia non sia un esercizio astratto, ma la capacità di far vibrare insieme suono e significato, creando un’armonia che scuote nel profondo. Dalla teoria si è passati rapidamente al coraggio della pagina bianca. I giovani studenti, nel pieno di
quella tempesta emotiva che è l’adolescenza, hanno accettato la sfida di guardarsi dentro. Ne è nata una scrittura autentica, capace di dare voce a chi spesso resta ai margini o preferisce il silenzio. Nella metafora del condominio, ogni componimento è diventato un appartamento aperto, una finestra spalancata su mondi interiori che hanno trovato finalmente il modo di manifestarsi e farsi comunità.
Il successo dell’iniziativa è frutto di una sinergia preziosa. Un ringraziamento speciale va a Monica Fraldi, l’instancabile anima della libreria L’Acrobata, per la costante missione di seminare cultura nelle periferie. Fondamentale il supporto della Dirigente Scolastica Anita Emmi e il coordinamento delle docenti Fabiana Schiattarella, Claudia Menichini e Mariastella Di Marino, il cui impegno quotidiano rende la scuola un presidio di crescita e sensibilità.
Il “Condominio Poesia” ha lasciato un’eredità preziosa: la certezza che la scrittura non sia un esercizio solitario, ma un ponte teso verso l’altro. In un mondo che spesso urla senza dire nulla, gli alunni delle terze hanno scelto la via del sussurro coraggioso, dando voce a quei sentimenti che solitamente restano chiusi a chiave. È questa la vera magia della cultura: trasformare un’aula in un rifugio e un gruppo di studenti in una comunità di anime libere, pronte a scuotere il mondo, una parola alla volta.



























