Terra dei Fuochi, in arrivo 150 telecamere contro gli sversamenti illegali: controlli rafforzati sulle strade provinciali

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Un nuovo sistema di videosorveglianza ambientale per contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti e rafforzare il controllo del territorio. È questo l’obiettivo dell’accordo presentato questa mattina a Caivano, che prevede l’installazione di circa 150 telecamere nei punti maggiormente interessati dagli sversamenti illegali lungo la rete stradale provinciale di Napoli, con particolare attenzione all’area della Terra dei Fuochi.

Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto dal commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale, Fabio Ciciliano, e dal sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi.

Il progetto punta a integrare tecnologie di videosorveglianza e strumenti di intelligenza artificiale, attraverso la realizzazione di apposite control room interforze che saranno ospitate dai Carabinieri forestali. Una rete di monitoraggio destinata non soltanto a individuare i responsabili degli illeciti ambientali, ma anche a scoraggiare comportamenti che continuano a compromettere la salute pubblica e il decoro del territorio.

Nel corso della presentazione, Ciciliano ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, evidenziando come le risorse messe a disposizione del Commissario straordinario consentiranno di sviluppare un sistema tecnologico avanzato. «La tecnologia e l’intelligenza artificiale insieme formeranno le control room interforze ospitate dai Carabinieri forestali», ha spiegato.

Il commissario ha poi posto l’accento sulla funzione preventiva dell’intervento: «Abbiamo la necessità non solo che il reato sia perseguito, ma che i cittadini imparino che questi comportamenti non vanno fatti per il bene loro e dei loro figli».

A margine dell’incontro, Ciciliano è intervenuto anche sul decreto relativo ai Campi Flegrei, la cui pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è ancora avvenuta. Rispondendo alle domande sui tempi, ha ribadito la necessità di procedere con attenzione, senza sacrificare la qualità del provvedimento alla rapidità.

«Sono abituato a dire che le cose vanno fatte velocemente e bene, ma non vanno fatte di fretta. Le cose in fretta perdono di qualità, quindi si deve essere veloci, ma non di fretta», ha dichiarato.

Sul ritardo nella pubblicazione del decreto, il commissario ha precisato che sono ancora in corso alcuni passaggi tecnici necessari a definire correttamente il testo. «Ci sono cose di carattere tecnico che ovviamente vanno montate nel miglior modo possibile», ha aggiunto, ricordando l’ampiezza del provvedimento, che prevede interventi con un orizzonte temporale di dieci anni.

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