Marano, tra le antiche mura del convento francescano rinasce la cultura: ieri l’inaugurazione della Biblioteca “Enzo Antonucci”

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Tra le antiche mura del chiostro seicentesco di Santa Maria degli Angeli, dove il silenzio custodisce secoli di storia e devozione, giovedì 2 ottobre si è acceso un nuovo faro di conoscenza e speranza. È stata infatti inaugurata la Biblioteca “P. Enzo Antonucci”, un luogo che promette di diventare il cuore pulsante della vita culturale e spirituale di Marano di Napoli.

Il profumo della carta antica si mescola all’incenso, creando un’atmosfera sospesa tra passato e futuro, fede e sapere. Un luogo nato per accogliere giovani e adulti, per ispirare pensiero critico e crescita personale, ma anche per rinsaldare il senso di comunità in un territorio spesso segnato da difficoltà sociali ed economiche.

Intitolata a Padre Enzo Antonucci, frate minore e figura carismatica scomparsa prematuramente 25 anni fa, la biblioteca vuole essere non solo custode del suo ricordo, ma soprattutto culla di nuovi sogni e progetti culturali. Con un patrimonio di circa 15.000 volumi, spazia dalla filosofia alla teologia, dalla letteratura alla storia, offrendo un’occasione unica per riscoprire la ricchezza del pensiero umano e francescano.

Alla cerimonia hanno partecipato autorità religiose e civili, rappresentanti delle forze dell’ordine, dirigenti scolastici, associazioni e cittadini, tutti uniti nel riconoscere il valore di questo nuovo presidio culturale.

Il Prefetto e Commissario del Comune di Marano, Vincenzo Cardellicchio, ha sottolineato il ruolo cruciale della biblioteca nel tessuto sociale: «In periferia come Marano, la cultura non è un lusso, ma una vera e propria risorsa per il futuro. Una biblioteca come questa può diventare un presidio di legalità e coesione sociale, offrendo ai giovani un’alternativa positiva rispetto a luoghi di aggregazione a rischio. Qui si possono costruire spazi di incontro, dialogo e partecipazione che aiutano a contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica».

Don Giacomo Equestre, delegato dell’Arcidiocesi per l’Edilizia di Culto, ha invece messo in luce la bellezza del chiostro seicentesco che ospita la biblioteca: «Non solo un contenitore di libri, ma un monumento storico che diventa fulcro di cultura e spiritualità».

Il professor Ernesto Russo, docente all’Università Suor Orsola Benincasa, ha illustrato la ricchezza del patrimonio librario, composto da circa 15.000 volumi che coprono le principali discipline umanistiche, con una particolare attenzione alla filosofia, letteratura e teologia. Ha anche ricordato la presenza di testi di autori locali come Domenico Mallardo, testimonianza della radice culturale del territorio.

Monsignor Francesco Beneduce, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Napoli, ha chiuso il giro di interventi con un appello rivolto soprattutto ai giovani: «Questa biblioteca è per voi. È uno strumento per sviluppare una coscienza critica e un pensiero aperto. Oggi più che mai è necessario un dialogo vivo e costruttivo tra fede e cultura, perché possano camminare insieme e rispondere alle sfide del nostro tempo. La cultura e la spiritualità non sono mondi separati, ma due vie che si intrecciano per dare senso alla vita».

L’inaugurazione è stata accompagnata da un clima di festa e gratitudine, riconoscendo l’impegno di tanti volontari, fedeli e associazioni che hanno contribuito al trasloco e alla sistemazione dei 15.000 volumi, trasformando la biblioteca in un vero e proprio laboratorio culturale aperto a tutta la comunità.

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