Marano, corsi e ricorsi storici: quando Bertini fu ascoltato dalla Commissione Antimafia per la questione lottizzazioni e il cemento

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Correva l’anno 1999 quando la Commissione Parlamentare Antimafia audiva Mauro Bertini, sindaco di Marano, in merito alle lottizzazioni e il cemento, sui legami inquietanti di diversi esponenti del consiglio comunale e sull’abitazione abusiva, condonata, dello stesso primo cittadino. Fu l’allora deputato Gambale a sollevare la questione Marano, ma in realtà quello che smosse le acque sul caso Marano e sulle collusioni delle amministrazioni di sinistra, anche successivamente, fu il defunto senatore Novi. Oggi Bertini è ancora imputato in processo per concorso esterno e corruzione.

Questioni, come quelle delle lottizzazioni edilizie e del cemento, che sembrano essere tornate in auge in questo ultimo periodo. Ma rileggiamo cosa accadde in quegli anni e cosa dissero i protagonisti di quella stagione politica.

GAMBALE. Vorrei porre una domanda in particolare al presidente Lamberti, ma
anche al presidente Rastrelli. In questa regione, e principalmente nella provincia
di Napoli, negli anni scorsi si è verificato il fenomeno dell’infiltrazione
camorristica e si sono determinati intrecci molto pesanti tra camorra, massoneria
e pubblica amministrazione in riferimento all’ecomafia e ai rifiuti tossici; in
particolare, l’assessore provinciale Perrone Capano è stato arrestato perché
direttamente legato a questo affare. Vorrei sapere quali strumenti sono stati posti in essere per mettere riparo a questo fenomeno che, a mio avviso, è ancora molto attivo anche nel Casertano e in alcune zone dell”area nord, ad esempio nel comune di Marano di Napoli.

BERTINI, sindaco di Marano. Marano è una città di 70.000 abitanti circa che si trova nella cerchia extraurbana di Napoli e quindi manca un’identità cittadina. E’ un comune che ha visto aumentare i suoi abitanti da 18.000 a 70.000 da vent’anni a questa parte. Questo serve per capire il fenomeno. Marano è la capitale della camorra perché nessuno ci toglie il primato per il fatto di avere Nuvoletta e Polverino nelle nostre parti ben sostenuti dalla mafia siciliana. C’è la camorra, è una presenza pesante e se ne accorse anche l’allora ministro dell’interno Scotti quando sciolse il consiglio comunale per motivi di infiltrazione camorristica. Era un consiglio comunale dove c’erano 25 consiglieri democristiani, di cui 7 parenti di camorristi; un consiglio comunale direttamente funzionale agli interessi di camorra. Trovarono difficoltà anche i commissari straordinari, tanto è vero che per motivi di salute – evidentemente l’aria non è buona a Marano – tre di essi si dimisero dopo pochi mesi ed il prefetto mise ordine inviando il dottor Malvano e la dottoressa Basilone, i quali instaurarono un mezzo regime di polizia e riuscirono a sconquassare la tracotanza di quelle persone. Tracotanza perché le stanze del comune erano continuamente presidiate da questi signori. Dopo 24 mesi di commissariamento vi è stata la prima elezione. La camorra aveva scelto (dovrei dire: “si dice che abbia scelto”) due antagonisti. Il primo, Cesaro, democristiano vecchio stampo, poi inquisito ( articolo 416-bis ) (ma mai processato e prosciolto da ogni accusa, ndr) che avrebbe dovuto vincere; il secondo, un uomo di sinistra. Comunque andava la camorra avrebbe trovato il sindaco che poteva farle fare gli affari. Io sono stato candidato all’ultimo momento per la defezione del nostro rappresentante ufficiale, ma non avevo alcuna possibilità di vincere; Rifondazione Comunista è un partito minuscolo. Per 113 voti andai al ballottaggio e la situazione fu emblematica: ho vinto con 1’82,5 per cento, una percentuale bulgara, però nessuno mi conosceva, ero veramente un outsider, ero soltanto l’anti-Cesaro, rappresentavo la scelta della città pur di rompere la continuità di Cesaro. Chiunque io fossi stato avrei rappresentato la discontinuità. li risultato fu favorito dalla legge che prevede l’elezione diretta del sindaco. Prima il sindaco era eletto dai consiglieri comunali espressi sempre dalle stesse famiglie locali che coordinavano il voto; gli emigrati non potevano esprimersi. La nuova legge elettorale aveva scompaginato le previsioni dopo il commissariamento.

Abbiamo amministrato per due anni e mezzo, con parecchie difficoltà. La principale – voi che vivete a contatto con questa realtà lo sapete – è stata quella di ereditare apparati amministrativi che erano stati scelti tra parenti, amici e conoscenti, e che perciò erano tutt’altro che propensi a favorire il cambiamento che la città aveva voluto. Dopo due anni e mezzo mi è stato bocciato il bilancio; credo sia un segnale che va interpretato come la volontà dei poteri forti di tentare di rompere la nostra esperienza. Il bilancio fu bocciato perché il gruppo del PDS si mise all’opposizione. Siamo tornati quindi alle elezioni che sono state da un lato il tentativo di riprendere il controllo e dall’altro il tentativo di impedire che
ciò avvenisse. Alla fine, per 101 voti, ha vinto il tentativo di impedirlo: 101 voti sono pochi in una città a forte tasso di criminalità e a forte tasso di camorra; hanno votato circa 24.000 persone, ma visto che sono andati al ballottaggio due candidati della sinistra, molte persone della destra non sono andate a votare.

Fu la “carica dei 101”. Potrebbe sembrare un aneddoto ma è la verità: la voglia dei dipendenti comunali che vincesse il mio avversario candidato del PDS era tale che travisarono i risultati elettorali e si affacciarono alla finestra dicendo: “Abbiamo vinto!”. Appena urlarono, Marano si riempì praticamente di tutti i latitanti e il popolo di Marano scese a festeggiare. Venne anche Antonio Simeoli, detto Ciaulone”, il quale, convinto che aveva vinto il mio avversario, portò un cavallo grigio da corsa ed un asinello e mise in piedi la pantomima del cavallo (il mio avversario si chiavava Cavallo) che aveva vinto e dell’asinello che aveva perso.

Quegli animali non uscivano da una stalla qualunque, uscivano dal camion per trasporto di equini di Antonio “‘o Ciaulone”. Quando arrivò la notizia che aveva vinto Bertini, il cavallo spari e l’asino fu massacrato di legnate. Forse è più di un aneddoto, significa che c’è stato il tentativo di tornare a prendere il controllo della città. Adesso siamo nuovamente in amministrazione e mi sembra che si possa dire che la città lavora. Parlare di pressioni camorristiche sull’amministrazione no. Credo che ci sia stato il tentativo camorristico di riprendere il controllo della città, ma gli è andata male per il motivo che dicevo prima, perché anche gli emigrati avevano un nome su cui fare riferimento. C’è stato quindi il tentativo di bloccare la nostra esperienza. Adesso la situazione è cambiata perché nel periodo in cui sono stato dimissionato, quando è stato nominato il commissario straordinario, sono stati conclusi dei contratti per l’acquisto di centinaia di migliaia di metri quadrati di terreni agricoli da parte di personaggi che non ci coltiveranno mai né uno
zucchino né un finocchio. Che può significare questo (senza che nessuno mi
senta, lo dico fra di noi)? Si pensava che vincesse qualcun altro e che si sarebbe
successivamente investito su questi terreni. Voglio dire alla Commissione che
probabilmente avremo un innalzamento del tono e non credo che questa pax
rimarrà eterna. Perché centinaia di miliardi investiti devono dare frutto.

LUMIA. Quindi investimenti di privati.

BERTINI. Sì, investimenti di imprenditori privati che hanno comprato una
quantità infinita di terreni agricoli. L’attuale giunta prevede di continuare a governare, nonostante la camorra. Tengo a dire che non faccio il sindaco anticamorra, ma il sindaco nonostante la camorra. A me preme che la città recuperi visibilità politica e che si costituisca un entroterra tale da eliminare l’humus dal quale la camorra prende vita.
In consiglio comunale vi saranno tentativi di riaprire il discorso sul piano regolatore; lo anticipo perché scatteranno altri fenomeni di cui troverete notizia sui giornali. Il PDS dichiara di voler riaprire il discorso del piano regolatore per dar vita a piani di salvaguardia, altri, come i Popolari, lo ripropongono perché dicono che ormai è obsoleto. Io intendo blindare il piano regolatore perché se si crea anche solo una minima crepa, cominciano le intimidazioni personali, si frantuma la maggioranza e si rovina il processo di crescita della città. Vi saranno anche tentativi di intimidazione e di aggressione, perché la camorra non investe centinaia di miliardi per non vederli fruttare. Credo che si possa parlare senza mezzi termini di una città che prova gusto ad essere libera. Ho portato un po’ di roba, gadgets che però credo siano eccessivi per questa situazione.

BERTINI. Tre giorni dopo che fu arrestato Polverino – un bandito che fa paura perché a differenza di Nuvoletta che è un gentleman, lui è sanguinario – è stata organizzata una manifestazione dalle scuole in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Tre giorni prima i carabinieri avevano arrestato Polverino. Tutti i bambini delle scuole hanno partecipato alla manifestazione, cinque anni fa nessuno sarebbe sceso in piazza per la paura di farsi vedere. Quando lo speaker ha ringraziato i carabinieri per l’arresto di Polverino vi è stato un applauso oceanico. Potrebbe sembrare scenografia questa, ma in una città come Marano è un fatto rivoluzionario. E penso che sia una rivoluzione che può continuare se si costruisce progressivamente il percorso di una democrazia consolidata.

CURTO. Sono rimasto enormemente impressionato da quello che ha affermato il sindaco Bertini in riferimento a quanto è accaduto subito dopo la proclamazione del risultato elettorale che lo ha visto vincitore sul filo di lana. Sono accaduti fatti abbastanza importanti e inquietanti senza che le forze dell’ordine abbiano preso atto di quanto accadeva. Chiedo al sindaco Bertini se ha espresso nei confronti delle forze dell’ordine e del prefetto qualche considerazione di non accettazione del loro comportamento, se ha sollevato formale protesta nei confronti di chi aveva lasciato libero il territorio alle manifestazioni anche esteriori di gruppi, come ha detto, appartenenti alla camorra e alla criminalità organizzata.

NOVI. Signor Presidente, per quanto riguarda Marano ho già presentato un’interrogazione parlamentare a proposito dello scontro che si verifica in quel paese tra le due anime della sinistra. Facevo risalire le ragioni di quello scontro alle scelte in materia urbanistica (particella Cll e particella C12). Debbo confessare che non sapevo che lo scontro fosse arrivato ai livelli di cui ci ha parlato il sindaco. Mi riferisco specialmente alle
appartenenze dello schieramento vincente. Il presidente del consiglio comunale è
cognato del boss Edoardo Nuvoletta, un consigliere comunale verde è figlio di un
pregiudicato inquisito nel processo contro Credentino + 53; un’altra presenza nel
Consiglio comunale è riconducibile al Nuvoletta e ad altre famiglie camorristiche. Lo stesso sindaco, che è lì per combattere l’abusivismo, abita in un alloggio costruito abusivamente, senza licenza edilizia. Ha condonato l’abuso, ma l’abitazione è stata ulteriormente ampliata sempre in spregio alle regole edilizie. Nessuno vuole stare ad infierire e a moralizzare. Ma neppure riesco a capire perché lei, Presidente, ha reso ancora più riservata questa parte della seduta. Queste cose le sanno tutti. Gli episodi dei festeggiamenti in piazza sono a conoscenza di una città di 60.000-70.000 abitanti: gli unici che non li conoscono sono gli operatori dell’informazione di questa città, che, come ho detto, sono omertosi nei riguardi del crimine organizzato. Nella città che ci ospita non vi è solo una questione morale, ma anche una questione seria di informazione. Non si informa più sui poteri criminali
emergenti. E responsabile di queste omissioni, di questa autentica Tangentopoli
dell’informazione, è una parte consistente dei giornalisti che lavorano e vivono in
questa città. Voglio che rimanga verbalizzato, perché fra qualche anno la
questione esploderà; come esplose quando l’informazione napoletana stava alla
corte dei potenti e si riuniva nella rivista “Itinerari”, guidata dall’allora ministro
Cirino Pomicino, alla quale mi onoro di non avere mai, dico mai, collaborato.
Allora, possiamo rimanere inerti di fronte a questa situazione che abbiamo
ascoltato, quel tipo di festeggiamenti, la camorra che impazza, l’edilizia, i sindaci
che non sanno cosa fare? Lo dico a tutta la sinistra: dovete stare attenti. Lo dico
perchè ho fatto il giornalista in questa regione per vent’anni; chiedo che quanto
sto per dire non venga mai reso noto: c’è una nuova tendenza da parte del crimine
organizzato.

BERTINI. Desidero anzitutto rispondere alla domanda circa la presenza delle forze dell’ordine in occasione della pantomima del cavallo e dell’asino. Sì, erano presenti ma la situazione era grossa e secondo me hanno agito bene prendendone semplicemente atto e non intervenendo. Hanno saggiamente bloccato il gruppo di Rifondazione Comunista e tutti i sostenitori della mia candidatura che quando hanno scoperto che ero stato io a vincere stavano per dare inizio ad un corteo. Hanno chiesto ed anch’io ho chiesto ai colleghi che erano con me di non farlo perchè sarebbe stata una strage, sarebbe sicuramente andata a finire a mazzate; dico questo perchè stavano passando i mazziatori della camorra che, pensando di aver vinto, facevano gesti molto significativi nei confronti del nostro circolo; e
stavano ancora per la strada a festeggiare quando è arrivata la notizia che avevamo vinto noi e quindi stavano organizzandosi per fare un controcorteo. E’ stata saggia l’idea del maresciallo Simeone di non intervenire e di chiederci di non fare quel corteo; ho dovuto penare per evitare che si facesse. Il giorno dopo il corteo si è tenuto, non ci sono stati incidenti di sorta salvo qualche sputo che ci è arrivato in testa dalla finestra del PDS, ma sono ovviamente fenomeni di inciviltà che vanno addebitati non al PDS in quanto tale ma a coloro che erano affacciati a quella finestra. Quindi le forze dell’ordine c’erano e sapevano cosa stava accadendo e credo che abbiamo anche saputo valutarlo. Voglio precisare che sono dell’idea che le forze dell’ordine sul territorio siano molto presenti; voglio sottolinearlo perchè ho sentito delle cose a mio parere esposte molto male. Credevo che la Commissione antimafia facesse solo antimafia mentre in quaJche momento sembra che faccia politica e la cosa mi lascia un po’ sconcertato; scusate se mi permetto di esprimere questa opinione.
L’arresto di Polverino è nato tra i carabinieri di Marano, non è venuto per caso. Sanno pressochè tutto quello che sta avvenendo a Marano, non gli sfugge niente; intervengono quando ritengono opportuno farlo e riescono ancora a non intervenire quando lo ritengono altrettanto opportuno. Circa l’intervento del senatore Novi devo dire che per la verità mi trovo un po’ a disagio. E’ tutta una vita che parlo in certi termini; malgrado ciò mi sono
ritrovato uomo non ricordo se di Nuvoletta o di Polverino in un’interrogazione
parlamentare, ma la situazione forse la spiega meglio il capogruppo di Forza
Italia in un intervento svolto al comune di Marano.

BERTINI. […] In questo consiglio comunale ho fatto nomi e cognomi della vicenda della
lottizzazione C12; ne parlerò perché altrimenti qualcuno continuerà a pensare una
cosa per un’altra. Comprendo chi ha intenzione di fare sensazionalismo, però
l’intero piano regolatore di Marano prevede 28.000 vani su tutto il suo territorio.
Ci andrebbero strettini 60.000 vani solo sul C12, così come ha affermato
l’onorevole Gambale.

FIGURELLI. Dove lo dice?
BERTINI. E’ riportato nel resoconto della seduta della Commissione antimafia
tenutasi il 3 giugno.

GAMBALE. Se lo legga bene!

BERTINI. Lo avete agli atti; si parla di 60.000 nuovi vani sul Cl2. Si tratta di una
faccenda che fa veramente venire in mente la città dei puffi, perché tutto il
territorio di Marano dovrebbe prevederne solo 28.000. Poi, questa specie di terrorismo per cui mi devo preoccupare perché ci sono fatti gravi alle spalle …

VENDOLA. Quanti sono i vani?

BERTINI. Sono circa 500, per cui ne mancherebbero oltre 59.000. PRESIDENTE. Il dato preciso è riportato in una memoria che la Commissione ha a disposizione: i vani sono 502.

BERTINI. Vorrei inoltre precisare cosa ha fatto il consiglio comunale. Nel 1989, ali’ epoca in cui vi erano 25 consiglieri comunali democristiani, con il voto favorevole di Mario Cavallo e con il voto favorevole – mi ascolti, senatore Novi – del figlio del consigliere Scuteri, all ‘epoca repubblicano oggi di Forza Italia, fu approvata una quantità incredibile di lottizzazioni che avevano sapore politico – è chiaro, senatore Florino -; tanto ai democristiani, tanto ai socialisti, qualcosa ai comunisti, per cui si erano distribuiti gli spazi della città. Le lottizzazioni furono approvate nel 1989; non sono state approvate dall’attuale consiglio comunale, né da questa amministrazione. E’ arrivato il parere del CTR in merito alla condizione tecnico-geologica di questo insediamento, e per legge il consiglio comunale deve prendere atto di questo parere; ciò è avvenuto. Aggiungo che nella delibera immediatamente precedente l’amministrazione ha proposto delle norme di salvaguardia e di tutela dell’ambiente e del centro storico, prima di prendere atto del parere del CTR. Su
questa delibera il PDS ha votato contro, però poi si è rizelato quando abbiamo preso atto del parere del CTR. Quindi, mentre si è rizelato sul fatto meramente formale e burocratico di prendere atto di un parere espresso da tecnici, sul fatto sostanziale di impedire lo scempio e di tutelare il centro storico ha votato contro. Si tratta di situazioni tra di loro contraddittorie ma vanno capite nella contraddizione – mi scuserete se mi permetto di andare ulteriormente avanti – che, purtroppo, vive questo partito. Vorrei precisare allora al senatore Novi che l’operazione che vede questo contrasto.

BERTINI. Ho detto che abbiamo preso atto del parere del CTR e non è vero che l’amministrazione è intervenuta su tre lottizzazioni. Si parla impropriamente del C12, del C14 e del C17; preciserò tale aspetto anche se ho paura di scantonare. Il C 14 è stato posto sotto sequestro da parte della magistratura; si tratta di un insediamento di 600 vilJe su un territorio di proprietà di Nuvoletta che successivamente ha visto una serie di passaggi e in merito a tale operazione vi è stato anche un omicidio. Si è trattato di un’operazione molto complessa perché vi è stato un cambio di proprietà. Vorrei precisare che il C14 si trovava già in una fase avanzata al punto che era già stata firmata anche la convenzione dalle precedenti amministrazioni tra il comune di Marano e i lottizzanti. Dal momento che la proprietà era cambiata abbiamo impugnato la convenzione e quindi annullato i poteri convenzionali che alla fine costituivano un patto che impegnava l’amministrazione comunale riguardo al C14. Quindi, l’attuale amministrazione non è entrata nel merito del C14. Il C17 concerne una lottizzazione già ampiamente avvenuta; esistono i fabbricati e non possiamo farci nulla. Quando qualcuno afferma che stiamo portando avanti tale lottizzazione non so a cosa si riferisce.

BERTINI. Il C 17 riguarda la zona tra San Rocco e via Adda. Quindi, si parla impropriamente di tre lottizzazioni, mentre non siamo entrati nel merito di una lottizzazione già approvata – e non da noi – solo prendendo atto del parere del CTR. Non so se questo vuol dire essere collusi con la camorra, ma forse anche in questo caso sto uscendo dal seminato: posso dare una mia chiave di lettura della vicenda?

PRESIDENTE. Prego.

BERTINI. La pura presa d’atto di un parere del CTR non costituisce obbligo a costruire, perché ogni edificio che poi verrà costruito deve ottenere il rilascio della licenza edilizia; e il CTR obbliga che per ogni edificio che debba essere riedificato deve essere rifatta l’analisi di impatto geologico. Dal momento che sono un amministratore pubblico e non un tecnico, mi sembra come minimo pleonastico preoccuparmi di quale potrà essere la conseguenza sul piano geologico quando il CTR stesso obbliga i lottizzanti a riportare all’analisi del
geologo ogni singolo edificio che venga costruito. Non è compito mio, ma dei geologi! L’altro ieri ho fatto chiudere una cava con il parere contrario dei carabinieri, perché sta dissestando i fianchi della collina; parlo della cava Marandino, e ne sentirete sicuramente parlare perché sono già arrivati gli operai a protestare contro questo sindaco comunista che toglie lavoro ai cavatori. Allora, diciamo che il problema idrogeologico non si pone in termini veri. Ho portato il parere del CTR all’attenzione del consiglio comunale per ben due volte nella mia precedente consiliatura, e per due volte alcuni consiglieri comunali – ma come faccio a non dire poi che sono del PDS e del Partito Popolare? – in sinergia e coordinati dall’ingegnere Oliviero Giannella, perché era lui che dava gli ordini – chi non conosce Marano non sa chi è Oliviero Giannella: è colui che ha fatto tutte le lottizzazioni e che ha le mani in pasta in tutti gli abusi a Marano – si sono alzati e sono usciti fuori dell’aula facendo mancare il numero legale, purché non si prendesse atto del parere del CTR. Altre due volte hanno rimandato indietro il parere al CTR per sapere se era vero che il CTR la pensava
così. Quindi, potete vedere nei fatti quanto pretestuoso fosse il non prendere atto di tale parere.

Mi sono domandato, e penso che se lo potrebbe domandare anche il gatto: invece di entrare nel merito, e quindi proporre al consiglio comunale la bocciatura della lottizzazione C 12, perché cercano solo di non farla andare avanti? Allora ve ne spiegherò le ragioni, che sono riportate anche in un mio intervento in consiglio comunale. Alle spalle di questa operazione c’è un gruppo malavitoso che non si è capito se fa capo ai Polverino – ecco perché è giusto che tale parte dell’audizione sia segretata, e per questo la ringrazio, signor Presidente – oppure ai Simeoli: in linea di massima è la stessa cosa, perché questi ultimi sono i costruttori dei Polverino. Questo gruppo ha fatto richiesta ai lottizzanti dell’epoca di poter rilevare la lottizzazione ad un prezzo di 50.000 lire al metro quadrato. I lottizzanti si sono rifiutati, ma i richiedenti hanno risposto loro di non preoccuparsi, perché “sempre l’avirnmo”! Traduco in italiano, anche se vi sono qui parecchi napoletani e potrebbero farlo loro: sempre l’ otterremo! La mia netta sensazione è che non sono voluti entrare nel merito
chiedendo che non si costruisse sul C 17 – e potevano farlo – perché così come dice la Bibbia “Dio dà e Dio toglie”, il consiglio comunale dà e può togliere. Quindi, si poteva dire: il consiglio comunale propone la revoca dell ‘ autorizzazione a lottizzare, ma questo avrebbe significato che sul C 17 non ci avrebbe costruito più nessuno, né gli attuali lottizzanti né quelli che probabilmente si proponevano di intervenire successivamente. E io ritengo che, in buona fede alcuni e in malafede altri, abbiano dato una mano a questo gruppo.

Sempre se me lo consentite, vorrei precisare chi erano i consiglieri comunali del Partito Popolare dell’epoca. Il primo è Biagio Iacolare, il factotum di Angelo Simeoli, titolare della “Sime Costruzioni”, detto ‘”o Ciaulone”, inquisito ai sensi dell’articolo 416-bis del codice penale e ripetutamente arrestato. Il secondo è Antonio Di Guida, geometra, uomo di Credentino, che insieme a quest’ultimo ha comprato, e ora lo sta facendo anche Polverino, tutto il centro storico di Marano, e al quale l’anno scorso, nonostante il parere favorevole della commissione edilizia, ho negato una licenza edilizia di ristrutturazione, perché mi trasformava una corte maranese in un palazzo di cemento armato nel centro della
città. Mi sono rifiutato e gli ho detto che poteva anche farmi causa perché non avrei mai rilasciato tale licenza. Vi è poi Maria Grazia Gramaglia, segretaria di Angelo Simeoli, detto
“Angel’e bastone”; non sono napoletano, ma la traduzione può farla chi conosce
il dialetto meglio di me. Poi vi è Domenico Licciardi, figlio di Antonio Licciardi,
uno dei sette consiglieri a causa dei quali era stato sciolto il precedente consiglio
comunale. Onorevole Gambale, mi sono domandato quali potevano essere i punti che
accomunavano i consiglieri del PDS e quelli del Partito Popolare nel non far cambiare la presa d’atto e nell’evitare che si entrasse nel merito. Me lo sono domandato e non ho trovato una risposta, ma penso che potete averla voi.

BERTINI. Vorrei però che si prendesse atto del fatto che chi in effetti non voleva la cosbllzione sul Cl2 ha introdotto norme di salvaguardia, mentre gli altri hanno cercato di non far camminare la presa d’atto del parere del CTR. Nell’attuale consiglio comunale mi sono molto impegnato perché se ne prendesse atto e spiego anche i motivi che ritengo non siano meramente politici. Siccome hanno arrestato Giuseppe Polverino recentemente, se la strategia era quella di continuare l’iter per mandare alla fame i lottizzanti, Polverino doveva dare degli ordini diversi, ma non poteva farlo perché era in isolamento. Quindi, dobbiamo
vedere come salirà e quali forme di strategia acquisirà adesso l’opposizione. La mia preoccupazione – anche questa non so se sia un’illazione – è che queste forme siano venute con il tentativo di delegittimare l’attuale amministrazione comunale. E’ la mia personalissima opinione.

PRESIDENTE. Lei non ha risposto ad una domanda del senatore Novi a
proposito della sua abitazione.

BERTINI. La mia abitazione l’ho comprata dall’ingegner Vincenzo Comune che l’aveva condonata prima che io la comprassi; è regolarmente rogitata, non l’ho mai ampliata e l’ho soltanto completata. Per quello che riguarda Salvatore Perrotta, senatore Fiorino, sono stato abbastanza cattivo. Si tratta di un giovane consigliere comunale che è stato picchiato ferocemente da due persone. Io ero a Roma quando mi è stato comunicato il fatto e anch’io l’ho collegato ad una questione politica, ma nella misura esattamente contraria rispetto a quello che dicevano i giornali. Dieci anni fa, a Marana, spararono nel portone della caserma dei carabinieri. Il maresciallo della caserma dei carabinieri all’epoca era Fretti. Io intendevo organizzare una manifestazione di protesta e di solidarietà, ma i compagni comunisti di Marano, quelli autoctoni, mi sconsigliarono dicendomi che non era il caso. Si trattava semplicemente della punizione per uno sgarro: il maresciallo aveva degli accordi con la camorra e non li aveva rispettati. Quando ho saputo di questo incidente a Perrotta e che il fatto era diventato subito politico (il giorno dopo già si leggeva sui giornali che era stato malmenato un giovane consigliere del PDS per aver difeso il verde) non mi sono sentito di esprimere solidarietà (mi scuso per questo atto di violenza forse anche alla mia sensibilità),
perché non sapevo per quale motivo lo avessero picchiato: se cioè lo avessero picchiato quelli che non volevano la Cl2 o altri. Voglio dire che mi sono rifiutato di esprimere la mia solidarietà. Poi, che cosa è successo? Vi arriverà la relazione dei carabinieri, credo, comunque Perrotta è stato picchiato per i seguenti motivi: egli abita all’interno di una corte davanti alla quale, nell’arco, c’è un paletto per impedire l’accesso alle macchine estranee; una macchina, una Micra verde, nel fare marcia indietro ha urtato il paletto; è uscito il fratello di Salvatore Perrotta, impulsivo, e ha cominciato a scambiare parole pesanti con il conducente dell’autovettura. Il fratello urlando ha fatto intervenire Salvatore Perrotta,
consigliere comunale, e insieme hanno preso a pugni e a calci questa macchina. Dopo mezz’ora sono tornati due personaggi armati e tutta la città sa chi sono, ma i carabinieri non hanno nessuno che abbia il coraggio di testimoniarlo: si chiamano “Cippe ‘e fungi” uno e “‘o Scotch” l’altro, e spero che rimanga qui altrimenti picchiano pure me; lo hanno picchiato scientificamente, cioè con il sistema camorristico del calcio della pistola sulla testa evitando il colpo letale. Sono capaci di farlo, si tratta di due criminali nella maniera più assoluta. Questa è la ragione per la quale Salvatore Perrotta è stato picchiato. I carabinieri, che non hanno ancora completato l’indagine, in questa fase comunque escludono il movente politico, ma non dicono il movente al quale stanno pensando. Quindi questa operazione è stata montata, e a mio parere troppo, per cui addosso alla città che sta vivendo un momento di riscatto molto importante è ritornata questa altra brutta situazione.

NOVI. Vorrei sapere se il sindaco Bertini conosce Raffaele Chianese e Alfredo Tammaro.

BERTINI. Tutti e due. Per quanto riguarda Alfredo Tammaro, devo dire che non conosco i suoi trascorsi, ma lo vedo estremamente corretto nel suo lavoro ed estremamente attento.

NOVI. Si tratta del figlio di Raffaele Tammaro?

BERTINI. Questo non lo so.
PRESIDENTE. Alle domande per le quali non ha risposte immediate da fornire
potrà provvedere successivamente per iscritto.
NOVI. Evidentemente risponderà per iscritto a questa domanda. Sta dando le
risposte che dava poco fa il sindaco di Casandrino.
BERTINI. Che sia figlio di Raffaele Tammaro lo accerterò e poi le farò avere la
risposta. Per quel che riguarda il suo comportamento posso dirvi che,
impressionato dalla piega politica che stava prendendo, ha cercato di disfarsi
della Cl2, nel senso che ha cercato altri acquirenti, perché il gruppo non ce la
faceva più nemmeno ad andare avanti, e mi ha chiesto – penso di poterlo dire – se
conoscevo ancora cooperative disposte a rilevare il tutto.

CURIO. Vorrei solamente conoscere se ella ha assunto delle posizioni particolari riguardo quella commissione edilizia che non in una sola occasione pare abbia deliberato in maniera difforme rispetto a quello che lei poi ha deciso.

BERTINI. L’attuale commissione edilizia è quella che mi ha imposto il consiglio comunale della precedente consiliatura, quando il PDS passò improvvisamente a lavorarci contro.
CURIO. Al di là di questo se lei ha ritenuto che la commissione edilizia avesse deliberato in maniera illegittima, ad un certo momento poteva assumere ben altre posizioni.

BERTINI. La commissione edilizia che attualmente esercita il proprio mandato nel territorio di Marana è una di quelle di cui non mi fido, ed è tanto vero questo che vi ho inserito due assessori (quello all’assetto del territorio e quello ai lavori pubblici) ed ora, con la legge Bassanini che prevede che le licenze le rilasci direttamente il funzionario, credo che vi entrerò direttamente anch’io, perché uno degli uomini forti di questa commissione è Oliviero Giannella, quell’ingegnere di cui dicevo prima; si tratta di persone competenti ed estremamente furbe. Quindi, il mio gesto di non concedere la licenza edilizia per quella
costruzione, non è stato compiuto perché si trattava di cosa illegittima, ma perché non ne condividevo i contenuti. Mi sono assunto questa responsabilità: a me non stava bene che si costruisse un edificio in cemento annato all’interno di una piazza tutta storicamente fatta con delle corti. Perché la mia posizione non fosse ritenuta peregrina mi sono fatto sostenere da due avvocati.

CURTO. Non c’era il regolamento edilizio a soccorrerla?

BERTINI. Il regolamento edilizio mi offriva in qualche maniera degli appigli,
tant’è vero che parla di piani di recupero e, non essendoci piani di recupero, non
ho ritenuto di autorizzare quella concessione.

PRESIDENTE. Non essendoci altre domande, direi di concludere qui questa
parte delle audizioni molto interessante, di alto livello e tale probabilmente da
giustificare anche qualche ulteriore intervento della Commissione antimafia.

BERTINI. Signor Presidente, mi auguro che la Commissione antimafia venga a
Marano, che resta ancora nell’occhio della camorra e dove temo che si possano
alzare i toni.

PRESIDENTE. Acquisiremo agli atti la documentazione che vorrà fornirci.
Dichiaro conclusa l’audizione.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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