MARANO, LE SCOSSE E LA PAURA DEL BRADISISMO NON FERMANO IL CEMENTO. COLATE IN TANTE ZONE, ANCHE VICINO ALLE AREE ROSSE. STESSO DICASI PER ALTRI COMUNI, MA I SINDACI VOGLIONO SOLO SOLDI DAL GOVERNO

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Tanta paura, tanta indignazione, tante polemiche sui rischi derivanti dal bradisismo e da eventuali eruzioni, eppure a Marano – così come in altri punti dell’hinterland – si continua a costruire. In zona rossa, o comunque immediatamente a ridosso di essa. In via Del Mare, parte alta, a Castelbelvedere, nelle zone a ridosso con Quarto c’è un fermento di cemento, non solo per abitazioni ma anche per strutture commerciali e quant’altro. I piani urbanistici comunali non sono aggiornati e molti comuni, come Marano, sono ancora ai preliminari o in alto mare. Hanno goduto e godono delle proroghe della Regione, di De Luca in primis, e in tal modo le clausole di salvaguardia (per impedire nuove edificazioni) tardano a scattare. I sindaci chiedono solo e sempre soldi al governo: piangono miseria, chiedono risorse per monitorare le strutture ma fanno finta, in molti casi, di non vedere quanto ancora si costruisce in zone pericolose o quanto meno a ridosso di quelle pericolose. Abbattimenti, ricostruzioni, aumenti di volumetrie, e ancora abusi, abusi e abusi. Cemento legale, dunque, e cemento illegale. Però parlano di rischi.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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