I ricercatori affermano che non esistono prove di una possibile trasmissione del virus se la carica virale è inferiore a 600 copie per ml (numero delle copie di virus per millilitro di sangue) e che le probabilità di infezione sono estremamente basse, vicine allo zero, quando la carica virale è inferiore a 1.000 copie per ml. Durante un rapporto sessuale non protetto con un partner che ha una carica virale inferiore a 1.000 copie per ml la probabilità di infettarsi è pari allo 0,00028%.
Si tratta dunque di un passo avanti rispetto a quanto generalmente accettato dalla comunità scientifica, ovvero che cariche virali inferiori a 200 copie per ml non comportino alcun rischio di trasmissione sessuale. Sul rischio di trasmissione a intervalli più elevati di viremia comunque bassa (200-1.000 copie per ml) i pareri erano finora contrastanti. Quello del Global Health Impact Group è il primo lavoro che ha raccolto prove sulla trasmissione sessuale dell’Hiv con carica virale tra 200 e 1.000 copie/ml. Non è stato invece preso in considerazione dai ricercatori il rischio di trasmissione da genitore a figlio.






























