Il presidente di Ceuta sbugiarda Sanchez: “Rimasti tra gli 8.000 e gli 11.000 migranti

0
Condividi
35 Visite

Sono tra gli 8 e gli 11.000 i migranti rimasti a Ceuta dopo l’ondata di arrivi del 30 luglio. È stato il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, a fornire la stima, che assai più alta di quella diffusa dal governo Sanchez, secondo il quale nell’exclave sarebbero rimasti “solo” 2.000 migranti delle decine di migliaia arrivati.

A Ceuta rimasti tra glli 8 e gli 11.000 migranti

Vivas, che resta in allerta per il rischio che nelle prossime ore inizi una nuova ondata di arrivi, ha chiesto che al governo venga autorizzato un centro in cui confinare i migranti mentre se ne organizza l’espulsione. “Crediamo – ha detto Vivas – che debba essere autorizzato uno spazio che funga da centro di internamento per gli stranieri, dove si possano collocare queste persone, mantenendole confinate, crediamo che debba essere fatto in via d’urgenza, perché così si riuscirà a coprire i bisogni vitali” dei migranti, “si eviterà che stiano per strada e sarà più facile condurre le procedure di espulsione”.

Le richieste del presidente dell’exclave

Le vie della città devono “tornare alla vita che avevano prima”, ha detto, ricordando che 8-11mila migranti rappresentano circa il 12% della popolazione locale.

Contestualmente Vivas ha chiesto rigore nel controllo dei fenomeni migratori, a partire dai messaggi che vengono trasmessi. È “assolutamente essenziale” che il governo trasmetta “un messaggio inequivocabile: la sicurezza del confine è garantita dalla Spagna”. “Il 30 luglio abbiamo visto che non era così. Il 30 luglio abbiamo visto che il confine era nelle mani di un Paese terzo; abbiamo visto che il confine poteva essere violato. Questo non può accadere di nuovo, né il 15, né mai più”, ha dichiarato.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti