Non stava bene da tempo, affaticato nell’eloquio, lui che sapeva travolgerti con le parole; affaticato nel muoversi, doveva aiutarsi, lui che, irruento sul palco, entrava in contatto diretto con le folle; costretto all’esilio in quel di Pavana, quel borgo spelacchiato sull’Appenino toscoemiliano dove affondavano le sue radici. E alla fine non ce l’ha più fatta, Francesco Guccini, tra i più grandi del nostro cantutorato, se non il più grande.
Già, se ne è andato a 86 anni, proprio a casa sua, lassù, circondato dagli affetti, la moglie Raffaella che l’ha accompagnato con attenzione e tenerezza negli ultimi anni e la prediletta figlia Teresa, avuta dalla prima compagna Angela Signorini, a cui avrebbe dedicato la splendida «Culodritto». E, in ossequio a questa discrezione, la famiglia ha informato che «nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata».

























