La morte di Ornella, la ricostruzione e l’ultima telefonata alla sorella. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il suo compagno – un imprenditore alberghiero – si sarebbe allontanato da oltre un paio di settimane dall’appartamento, per poi rimaterializzarsi improvvisamente nel cuore dell’altra notte. Avrebbe aperto con il doppione delle chiavi la porta di casa e avrebbe svegliato Ornella, insegnante di sostegno, che dormiva in camera da letto abbracciata al figlioletto. L’uomo si sarebbe scagliato contro la donna: 12 fendenti, tutti inferti davanti al figlio di 4 anni. Giuseppe Iacomino, 43 anni, è poi scappato, mentre Ornella trovava la forza di telefonare a sua sorella: «Aiutatemi, sto morendo…».
Iacomino si costituirà 4 ore dopo, a Terni, nella caserma dei carabinieri. “Ho ammazzato Ornella”.
Non sopportava la separazione dalla compagna e dal figlioletto: questa appare, anche alla luce del primo interrogatorio svoltosi in una caserma dei carabinieri di Terni, la causale dell’assurdo delitto commesso da Iacomino.



























