Quasi un secolo e mezzo è il totale delle condanne per una parte degli imputati del gruppo « officina del crimine » di Marcianise, affiliato ai Belforte. Hanno deciso sostanzialmente di patteggiare. Quattordici su ventuno. Gli altri sette invece attenderanno il giudizio finale procedendo ordinariamente. La lunga lettura del procuratore generale, durante la sua requisitoria finale, è avvenuta due giorni fa in Corte d’appello, quinta sezione, il cui giudice è Domenico De Stefano.
Giovani Alois, undici anni; Massimo Belgiorno (collaboratore di giustizia) quattordici anni; Andrea Biscardi sette anni; Michele Cioffi, nove anni; Adriano Crisci, otto anni; Massimiliano D’Agostino quattro anni; Vincenzo D’Avanzo sedici anni; Antonio Della Valle quindici anni; per Giovanni De Stefano, che aveva ricevuto in primo grado con il rito abbreviato il massimo della pena (ventiquattro anni) da espiare rispetto gli altri imputati, la richiesta passa a sedici anni; Antonio Della Valle quindici anni; Giovanni De Stefano dieci anni; Vittoria Iadicicco tredici anni; Arcangelo Maietta dieci anni; Giuseppe Miccolo sette anni; Domenico Fiorillo, undici anni e Rocco Zarrillo (attualmente agli arresti domiciliari) quattro anni.
Rivolgiamo un po’ dietro il nostro sguardo e ricostruiamo la vicenda. Gli arresti avvennero nel 2012. I capi d’imputazione sono: associazione di stampo camorristico, traffico di droga ed estorsioni. Uno dei riferimenti era Belgiorno il quale usava la sua officina meccanica come base logistica per vendere la droga. Ecco perché al blitz gli fu dato l’appellativo di « officina del crimine ». Maddaloni, Marcianise, Caserta e San Nicola La Strada erano le zone in cui avvenivano le azioni criminose. La sentenza di primo grado fu emessa nel 2015 e le condanne variavano da cinque a ventiquattro anni.
I quattordici imputati attraverso i loro legali hanno rinunziato ai motivi principali ad esclusione dell’aggravante dell’articolo 7 del codice penale (reati di associazione). Inoltre, di concedere le attenuanti generiche. Insomma l’ammissione delle responsabilità come tra l’altro è stato espresso da alcuni di loro dall’interno della gabbia dell’aula giudiziaria del Tribunale di Napoli. L’esito finale avverrà il 23 gennaio prossimo.
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