Marano, area industriale: c’è una svolta. I fondi per i lavori nell’arteria sequestrata potrebbero essere anticipati dal Comune

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Area industriale, la prima svolta è arrivata. Il Comune ha nominato un esperto, l’ingegner Luigi Gianpaolino, che avrà il compito – di concerto con i consulenti tecnici della Procura – di quantificare l’entità delle spese necessarie per rendere agibile l’arteria di collegamento ai capannoni sequestrata nei giorni scorsi dalla Dda di Napoli. L’area, da giorni presidiata dai vigili urbani, non è mai stata collaudata. L’ente cittadino è orientato ad intimare alla Iniziative industriali di Sant’Antimo, la società di scopo della famiglia Cesaro concessionaria dell’appalto per il Pip di via Migliaccio, di effettuare i lavori alla rete fognaria, elettrica e del gas e, in caso di rifiuto, ad agire in proprio addebitando i costi proprio agli amministratori della ditta.

Costi che si preannunciano di non poco conto: svariate centinaia di migliaia di euro – secondo le previsioni più ottimistiche – che l’ente comunale potrebbe attingere dal mutuo contratto per una vecchia lottizzazione edilizia, quella di San Marco, poi annullata tre anni fa dal commissario straordinario Gabriella Tramonti. Quei soldi, o almeno un parte di quel cospicuo gruzzoletto (3 milioni di euro) dovevano essere utilizzati per l’adeguamento sismico delle scuole e per il potenziamento dell’impianto fognario di alcune zone della città. Se i Cesaro dovessero rispondere picche, ovvero non provvedessero all’esecuzione dei lavori per rendere transitabile la strada sequestrata, il Comune (che per sei-sette anni non si è interessato alla vicenda) potrebbe decidere di revocare la concessione.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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