La commissione disciplinare aveva preso in esame la sua posizione per stabilirne il destino professionale e ieri mattina il procedimento è stato chiuso. Per Stanislao Iaiunese, ex vigile urbano a Casal di Principe, è arrivato il licenziamento. Un provvedimento cheevidentemente è stato ritenuto inevitabile visto che l’ex agente di polizia municipale era stato già condannato a due anni ed undici mesi con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. La condanna era arrivata perché Iaiunese aveva falsamente attestato la convivenza di due donne con i figli del capo clan Francesco Bidognetti, alias «Cicciotte e Mezzanotte».Iaiunese in qualità di vigile urbano aveva attestato la residenza di Serena Pagano, fidanzata di Gianluca Bidognetti, in un’abitazione di via Firenze a Casal di Principe. Lo stratagemma era un modo per permettere alla donna di ottenere colloqui in carcere. Uguale cosa era stata fatta per Rita Starace, fidanzata di Aniello Bidognetti.
L’inchiesta, coordinata dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio, Ida Froncillo e Alessandro Milita, era stata avviata in seguito all’intercettazione dei colloqui avvenuti nel carcere di Teramo tra Gianluca Bidognetti e i suoi familiari. Il giovane figlio del boss si lamentava di non poter vedere la fidanzata e di non ricevere telefonate dai congiunti, dal momento che l’apparecchio telefonico di casa Bidognetti era intestato al nonno defunto e la direzione del carcere non autorizzava chiamate provenienti da quell’utenza. Insieme a Iaiunese era stato arrestato anche il collega Mario De Falco fratello del boss Vincenzo De Falco assassinato nel 1991. Entrambi i vigili urbani avevano agito obbedendo alle richieste di Michele Bidognetti zio dei due giovani rampolli di famiglia. Ieri mattina si è conclusa anche l’ultima fase dell’intera vicenda cominciata nel 2010. «La commissione era stata chiamata a scegliere tra la sospensione ed il licenziamento ma la decisione, senza alcuna possibilità di discrezionalità, è stata presa dalla stessa normativa che comanda il licenziamento laddove ci sia una condanna di oltre i due anni. Con l’aggiunta dell’interdizione dai pubblici uffici, la scelta non poteva essere diversa», ha spiegato l’assessore comunale Gianluca Corvino.
Il Mattino
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