«Da giorni assisto a un vero e proprio attacco personale che ha ormai superato ogni limite di decenza e tollerabilità».
È quanto afferma Teresa Aria, ex consigliera comunale di Marano, intervenendo sulle numerose pubblicazioni e sui commenti comparsi negli ultimi giorni su TikTok e altri canali social dopo la diffusione di alcuni passaggi del decreto di scioglimento del Comune di Marano.
Secondo Aria, nei suoi confronti sarebbero stati pubblicati commenti volgari, sessisti e contenuti dal carattere fortemente offensivo, accompagnati da riferimenti alla sua persona e a un familiare in relazione a vicende giudiziarie che, sottolinea l’ex consigliera, non riguardano in alcun modo la sua posizione.
«Ribadisco con assoluta chiarezza – afferma Aria – di non aver mai avuto nulla a che vedere con le ipotesi di reato alle quali alcuni hanno cercato di accostare il mio nome. Si tratta, peraltro, di ipotesi che devono ancora essere accertate e per le quali non risulta alcun processo a carico di mio fratello».
L’ex consigliera annuncia quindi l’intenzione di rivolgersi alle autorità competenti per tutelare la propria persona.
«Ho deciso di presentare querele e denunce nei confronti di chi, attraverso i social, ha ritenuto di poter trasformare una vicenda amministrativa e giudiziaria in un pretesto per colpire personalmente me, utilizzando espressioni sessiste, volgari e diffamatorie».
Aria contesta anche quelli che definisce tentativi di creare una sorta di responsabilità per vicinanza o parentela: «Non accetto che il mio nome venga associato a vicende che non mi appartengono, né che si possa pensare di attribuire a una persona responsabilità sulla base dei rapporti familiari».
«Il dissenso politico e il diritto di critica sono legittimi – prosegue – ma l’insulto, la denigrazione personale, il sessismo e l’odio sui social non possono essere considerati normale dialettica politica».
Infine, l’ex consigliera lancia un appello a riportare il confronto entro i limiti della correttezza: «Il clima che si è creato è intollerabile. Ho sempre accettato il confronto e le critiche sul mio operato politico e amministrativo. Non accetto, invece, che si utilizzi la rete per aggredire la mia dignità personale. Per questo motivo mi tutelerò nelle sedi opportune e lascerò che siano le autorità competenti ad accertare eventuali responsabilità».
Nota stampa

























