Donna accoltellata sul bus al Vomero, si suicida l’aggressore: era piantonato all’ospedale San Giovanni Bosco

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Dopo due tentativi di autolesionismo andati a vuoto in caserma dopo l’arresto e poi nel carcere di Poggioreale.

Si è tolto la vita nella serata di ieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa su un autobus al Vomero. L’uomo, secondo quanto riferito stanotte da la Repubblica, avrebbe utilizzato un lenzuolo per suicidarsi nonostante fosse piantonato e dopo due precedenti tentativi di autolesionismo nelle ore successive al fermo.

Meglio, laureato in giurisprudenza e con alle spalle un percorso segnato da fragilità psichiche, era stato arrestato in flagranza per l’aggressione avvenuta a bordo del bus della linea C32 in via Simone Martini.
La vittima, una penalista di 32 anni, era stata colpita con alcune coltellate mentre si trovava sul mezzo pubblico. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende, sono in miglioramento.

Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato il fermo, disponendo contestualmente la custodia cautelare in carcere. Durante l’udienza Meglio aveva risposto solo in parte alle domande, mostrando uno stato di forte confusione. A tratti lucido, a tratti smarrito, aveva raccontato di avere un «vuoto di memoria» sugli istanti dell’aggressione, riuscendo a ricostruire solo quanto accaduto poco prima: l’attesa dell’autobus in piazza Quattro Giornate.

Davanti ai carabinieri, però, il trentanovenne aveva provato a dare una spiegazione al gesto: «Sono stato vittima di una truffa sentimentale e ce l’avevo con tutti. Ho scelto la vittima a caso, non la conoscevo. Volevo attrarre l’attenzione di Gratteri”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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