Pnrr, ok alla settima rata. Meloni: “Ricevuti 140 miliardi per il 100% degli obiettivi”

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"Patto per la terza età. DDL sulla Giustizia. Progetto Stazioni sicure. Incontri in Algeria e Libia per fare dell’Italia l’hub energetico d’Europa. Contrasto all’immigrazione irregolare. Aggiornamento sul lavoro del Governo. #gliappuntidiGiorgia" così un tweet della premier Giorgia Meloni, 29 gennaio 2023. TWITTER GIORGIA MELONI +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++
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L’Italia procede spedita sul Pnrr. La Commissione Europea ha approvato la liquidazione della settima rata pari a 18,3 miliardi di euro. La Commissione ha dato parere positivo alla valutazione preliminare dei 64 obiettivi e tappe legati alla settima richiesta di pagamento, confermando il percorso vrituoso che caratterizza il piano per l’assorbimento dei fondi europei iniziato al’indomani del subentro a Palazzo Chigoi del governo Meloni. Non a caso, uno dei primi commenti, improntati alla soddisfazione, arriva dalla presidente del Consiglio, che ha sottolineato con orgoglio l’annuncio da parte di Bruxelles. “Con il pagamento della settima rata – dice la Premier – l’Italia confermerà il primato europeo nell’avanzamento del Piano, con oltre 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione finanziaria complessiva e al 100% degli obiettivi programmati nelle prime sette rate, pari a 334 tra milestone e target, obiettivi tutti conseguiti nel pieno rispetto del cronoprogramma stabilito dalla Commissione”.

Il Pnrr e l’aspetto qualitativo dell’Italia

Non si tratta solo di un aspetto quantitativo, come ha evidenziato la premier, ma anche e soprattutto qualitativo. Proprio Meloni ha evidenziato come, “siamo stati capaci di utilizzare in modo virtuoso gli strumenti che l’Europa ci ha fornito e siamo diventati un modello per gli altri Stati membri”. L’Italia finora ha raggiunto il 72% degli obiettivi con una capacità del 100% di spesa. 334 i target diversi di spesa inseriti dall’avvio del Piano che, a causa della caduta del governo Draghi, conobbe una sorta di stasi durata almeno un trimestre. Lasciando un’eredità non facile all’esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia. Sia il ministro Fitto che il suo successore, Foti, hanno lavorato alacremente nella cabina di regia.

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