MARANO, L’ULTIMA FIABA DEL SINDACO IN TV. MORRA TARANTOLATO DOPO L’ARRIVO DELLA COMMISSIONE D’ACCESSO. LA CITTA’, IN POCHI GIORNI, E’ DIVENTATA IMPROVVISAMENTE UNA PICCOLA “GINEVRA” E LA CAMORRA NON ESISTE. MATTE’, RILASSATI, NUN CE PENZA’

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Il Sindaco di Marano, Matteo Morra, oggi è stato ospite negli studi di Teleclubitalia per raccontare le sue sensazioni alla luce dell’insediamento della Commissione d’accesso in municipio. Commissione ispettiva nominata dal Prefetto di Napoli, che avrà il compito di valutare eventuali ingerenze mafiose nell’apparato burocratico-amministrativo. La partecipazione di Morra ha avuto la finalità di spiegare quali sono le iniziative amministrative intraprese o che intende intraprendere la sua maggioranza nei prossimi mesi.

A sentir Morra sembrerebbe che Marano sia avvii ad essere una nuova Ginevra dell’area nord di Napoli. Dalle sue parole sembrerebbe che il contesto amministrativo – politico di Marano sia un universo parallelo. Una realtà alternativa, dove la parola camorra è bandita. Con sommo stupore, scopriamo che la malavita o quanto meno soggetti borderline si siano improvvisamente dileguati da Marano e che tutti, organi di polizia e Prefettura e media non allineati, si siano impressionati rispetto alle possibili ingerenze nelle attività amministrative.

Insomma hanno preso tutti un colpo di calore, almeno a sentir parlare il primo cittadino di Marano.

Morra, nella sua intervista, omette di ricordare le tantissime vicende scomode che hanno colpito il Comune di Marano da quando lui è sindaco. Non è solo l’inchiesta dei rifiuti, che tra l’altro, proprio per gli inquirenti, non ha avuto alcuna ingerenza di carattere mafioso. C’è dell’altro, molto altro.

In primis gli accordi pre-elettorali e pre-ballottaggi siglati proprio da Morra, le nomine in giunta formalizzate proprio da Morra, la continuità con la precedente giunta sciolta (il vicesindaco, ad esempio, è un soggetto già segnalato nel precedente decreto di scioglimento e almeno altri due consiglieri di maggioranza si avviano a collezionare il terzo scioglimento di fila). Ma c’è anche altro attinente ad affidamenti o eventi poco trasparenti. E poi c’è il caso del bene confiscato affidato provvisoriamente alla moglie di un consigliere, il ritorno dei sorveglianti dei rifiuti al loro posto, poco prima che scoppiasse l’inchiesta munnezzopoli.

Insomma c’è tanto materiale per la commissione d’accesso, che ora ha acquisito tutti i faldoni e su cui sta effettuando le opportune valutazioni. Non serve, ripetiamo, non serve oggi tutto questo attivismo su beni confiscati, capannoni abusivi e altre attività pro legalità, su cui si doveva iniziare molto prima. Il sindaco, dopo la nomina della commissione d’accesso, sembra tarantolato: parla solo di legalità, si vede o almeno si percepisce che sta vivendo malissimo questo periodo, forse perché la sua presunzione o ego non gli hanno permesso di cogliere le avvisaglie che avevamo a più riprese lanciato.

Caro Matteo, il dato è tratto, c’è ben poco da fare, ed è fin troppo chiaro che la tua strategia è tesa all’incartamento di un futuro ricorso da presentare al Tar, ma anche su questo aspetto, stanne certo, la Commissione d’Accesso saprà come fare per dimostrare che tutto questo attivismo è successivo al loro insediamento e che queste strategie, postume, non hanno alcun valore.

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