Sarà letto il 25 marzo il dispositivo di sentenza del processo per l’omicidio di Giulio Giaccio, ucciso 26 anni fa e sciolto nell’acido dagli uomini del clan Polverino. Stamani le arringhe difensive dei presunti mandanti e killer. Giuseppe Visone, il pm che segue la vicenda, aveva chiesto in precedenza trent’anni di reclusione per Carlo Nappi e Salvatore Cammarota. La pubblica accusa aveva inoltre chiesto dieci anni di reclusione per il pentito Roberto Perrone, presente nell’auto in cui si consumò materialmente il delitto. Giulio Giaccio fu ammazzato, per uno scambio di persona, ventisei anni fa da un commando del clan Polverino. Il suo corpo fu poi sciolto nell’acido. Cammarota e Nappi, due esponenti di punta del clan, sono già detenuti per altri reati. I mandanti ritenevano che Giaccio intrattenesse una relazione con una loro familiare. Una tesi non confermata.
Omicidio Giaccio, a marzo la sentenza. Oggi le arringhe dei difensori
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