Alle 13 di venerdì, secondo quanto ha riferito la moglie dell’uomo al suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, Salvatore era al lavoro sul tetto di un capannone, a Caivano, in provincia di Napoli. Lì, peraltro, è stata trovata l’automobile dei Calignano. Sempre secondo la donna Salvatore stava effettuando dei lavori “in nero” al tetto del capannone, per la stesa di una guaina isolante.
Ai sanitari del 118 che lo avevano soccorso in strada lo stesso operaio edile ha riferito, prima di perdere conoscenza, di essersi fatto male cadendo da una scala. La Procura di Napoli Nord, che ha affidato ai carabinieri le indagini su quella che sembra essere l’ennesima morte sul lavoro, ha disposto l’esame autoptico. Sequestrato anche il cellulare del 61enne. Accertamenti in corso, tra l’altro, per risalire all’identità di chi ha chiesto soccorso al 118.
«Se è vero che me l’hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così». A parlare è Carmela, 56 anni, moglie di Salvatore Calignano. La donna, madre di due figlie di 36 e 32 anni avute da Salvatore, oggi si è affidata all’avvocato Francesco Petruzzi a cui ha riferito di avere ricevuto venerdì alle 13 una telefonata con la quale il marito le ha riferito che stava effettuando lavori di manutenzione sul tetto di un capannone.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri di Giugliano in Campania, che stanno indagando coordinati dalla Procura di Napoli Nord, Salvatore Calignano era stato assunto regolarmente il primo ottobre, il giorno prima dell’incidente. La moglie ha riferito all’avvocato Petruzzi che il marito ha percepito l’indennità di disoccupazione relativa al mese di settembre e che, inoltre, non era a conoscenza dell’assunzione in quanto il marito non gliel’aveva mai comunicata. «La circostanza dell’assunzione subito prima del tragico evento – sottolinea l’avvocato Francesco Petruzzi – ci appare quanto meno strana. Saranno i carabinieri, a cui sono state affidate le indagini, a fare chiarezza. Noi, al momento, nutriamo seri dubbi su questa assunzione».


























